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TERAMAZE
Not The Criminal

TERAMAZE
Anhedonia

TERAMAZE
Esoteric Symbolism
 
 

 


TERAMAZE
Her Halo
progressive
2015 - Mascot Records
(Australia)
teramaze.com.au

 

Dopo la prestazione magistrale di “Esoteric Symbolism”, ritornano in sala studio i Teramaze, dopo solo un anno di pausa, e con un importante cambio di line-up. Il precedente cantante, Brett Rerekura, ha lasciato la band, e questo, per chi come me aveva apprezzato il suo timbro eclettico, è un bel colpo. Con questo cambio infatti la band sterza più sul prog, tralasciando praticamente del tutto le influenze thrash, e, a mio modo di vedere, perdendo un po' il proprio sound caratteristico, la propria pietra filosofale, il tutto a scapito dell'originalità e personalità che mi avevano colpito negli album precedenti. Tuttavia il gruppo è composto da professionisti di livello assoluto, e il disco è di ottima caratura, come vedremo ora dal track by track.

L'album si apre con An Ordinary Dream (En La Momento), bel pezzo in cui il neo acquisto al microfono, Nathan Peachey, fa sfoggio di un'ampia estensione vocale, mentre il riffing inconfondibile di Wells tesse delle belle trame, sopra le quali si sviluppano degli ottimi assoli melodici. Si prosegue con To Love, A Tyrant, altro brano di alto livello compositivo, complesso, melodico, ma senza eccedere, con delle linee vocali ben studiate, e un bel scambio di assoli tra chitarra e tastiere come climax finale. Successivamente troviamo il primo singolo tratto dall'album, Her Halo, ed è anche una delle canzoni più leggere del lotto, forse un po' scontata, ma con uno degli assoli più emozionanti dell'album. A seguire c'è il secondo singolo del disco, Out of Subconscious, uno dei pezzi più vari di tutto il disco, dal ritmo up tempo incalzante e trasudante energia, e con un refrain catchy e coinvolgente. A metà disco troviamo quella che, a mio modesto parere, è la canzone più riuscita del disco, For The Innocent: dinamica, dalle bellissime melodie, dal feeling epico-tragico, con delle linee vocali, dei giri di chitarra, e dei refrain perfetti, e un'ottimo lavoro anche nella parte solistica. Questo disco vede poi un unicum per la band, Trapeze, un interessante pezzo strumentale, il primo per la band, che rieccheggia un po' dei Porcupine Tree, un po' dei Dream Theater, ma fatica ad avere un'anima propria; peccato, perché alcuni spunti non sono niente male. Proseguiamo poi con Broken, la ballad del disco, un po' melensa, come tutte le ballad d'altronde, ma con il pregio di essere scritta molto bene, e di non annoiare; da segnalare inoltre gli assoli splendidi (un marchio di fabbrica di tutto l'album). Chiude l'album Delusions of Grandeur: brano che riassume un po' tutti i pregi e difetti dell'album, il songwriting vario, le ottime linee vocali, la tecnica perfetta, ma anche l'ispirazione un po' troppo eccessiva ai mostri sacri del genere, e la personalità un po' vacante.

In definitiva “Her Halo” è un ottimo disco per gli amanti del prog metal, soprattutto se siete dei grandissimi fan dei Dream Theater, mentre forse lo è un po' di meno per chi come me aveva amato allo spasimo il songwriting originale di “Anhedonia”, e quel capolavoro mostruoso di “Esoteric Symbolism”, al confronto col quale “Her Halo” impallidisce, nonostante la caratura altissima dei musicisti, e l'indubbia bravura del nuovo cantante. Insomma un piccolo passo indietro per la band, ma d'altronde ogni salto in avanti è anticipato da una rincorsa.


Tracklist:

1. An Ordinary Dream (En La Momento) (12:49)
2. To Love, A Tyrant (7:55)
3. Her Halo (5:15)
4. Out Of Subconscious (5:24)
5. For The Innocent (4:56)
6. Trapeze (4:39)
7. Broken (5:54)
8. Delusion Of Grandeur (9:43)

 

 Devid "Sesbassar" Viezzi

VOTO

73

 

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