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Nel complesso una buona release questa dei The Awakening, che
muniti di un’ottima produzione e di una voce baritonale dark che a
parere della sottoscritta rasenta la perfezione, hanno dato alla luce un
progetto dark-rock con venature industrial e toni più morbidi e acustici
nelle ballads. Non tutto l’album brilla in originalità, ma si potrebbe
dire che alcune tracce illuminino le altre rendendone comunque piacevole
l’ascolto. Con questo intendo dire che sicuramente alcuni brani
spiccano sugli altri. Ad esempio l’atmosferica Cover, una canzone
d’amore priva di qualsiasi germe di scontatezza e banalità. Qui i
The Awakening mettono da parte qualsiasi senso di
melensa serenata, per dare luogo ad un’atmosfera per nulla già
sentita, tra il cupo e il misterioso, come l’invocazione appassionata di
una preghiera alla donna amata, preghiera che già si considera esaudita, e
di cui si pregusta già il risultato.
In generale siamo in presenza di un album molto vario, che
accosta tracce atmosferiche come la già citata Cover ad altre
estremamente più movimentate e prettamente rock, come la seconda Away from home, passando anche per ballate acustiche ,ad esempio
My world,
in stile Ashton Nyte, per l’appunto il cantante e fac-totum della band e
fautore anche del progetto solista a cui mi sto riferendo. Per quanto riguarda i brani più rock sono presenti numerosi
elementi di dark elettronico, come nella prima parte di Roadside heretics, canzone che dà il titolo all’album, e dove partendo da una
strofa a base di synth, abbondantemente distribuiti in tutto l’album, si
passa poi all’acidità delle chitarre e della pregnante melodia del
ritornello. In tema di composizione e fraseggi non si può certo dire
che il valore dell’album risieda in questi, infatti troppo
spesso, soprattutto nelle melodie della voce, vengono ripetute sempre le
stesse armonie. Ma questa mancanza devo dire che viene riparata dalla
prorompente espressività proprio della voce, oltre che dalla costante
presenza delle tastiere che si inseriscono sempre con grande
maestria,dando colore e profondità al sound complessivo delle canzoni.
Circa i testi, mi sembra che affrontino tematiche
riguardanti esperienze sia personali che di persone vicine
all’autore, dando di volta in volta una visione ed un approccio ai
diversi casi della vita, che risulta sempre vissuta in prima
persona, nella buona e nella cattiva sorte. Insomma un album biografico
che, privo di qualsiasi forma di autoesaltazione, mira più che altro a
dire le cose esattamente come stanno, in un messaggio molto chiaro e
coinciso. Sicuramente con "Roadside Heretics" ci troviamo di fronte
all’ennesima prova che il progetto The Awakening sia ormai sinonimo di
grandi qualità e risorse in ambito dark, rock ed elettronico.
Francesca Pezza |