Italian Christian Metal Website  -  Il sito italiano dedicato al Metallo Cristiano

Menu

 
 
Band Links
 
THE AWAKENING
Roadside Heretics
 
THE AWAKENING
Sacrificial Etchings
 
THE AWAKENING
Darker Than Silence
 
THE AWAKENING
Razor Burn
 
THE AWAKENING
Tales Of Absolution + Obsoletion
 
 

 

THE AWAKENING
The Fourth Seal Of Zeen
industrial
2000 - Intervention Arts
(Sud Africa)
www.myspace.com/theawakeningband

 

Viene, pensate, dal Sud Africa questa strana e cupa dark band dal sound marcatamente industrial-goth. Strana musicalmente (e come può non esserlo una band industrial?) ma anche perchè composta di un solo membro, Ashton Nyte, che, seppur valendosi più volte di guest, ha dato vita dal 1997 al 2004 a ben dieci releases, di cui sei full-length, un Best Of e tre Ep. Prendendo per buono chi sembra conoscere più da vicino il progetto The Awakening ed è amante dell'elettro-dark, pare sia proprio questo "The Fourth Seal Of Zeen" uno dei suoi migliori parti.

Ascoltandolo subito emerge, oltre al sapiente synth work, la caratteristica precipua della proposta della band, ossia una profonda voce dark, cupa e riecheggiante, che ricorda per abissalità di timbro Eric Clayton dei Saviour Machine, pur non avendo la sua malleabilità, estensione e vellutata irruenza. Quindici sono le tracce per ben 74 minuti, che francamente risultano davvero troppi: quasi impossibile reggerlo attentamente tutto d'un fiato senza stancarsi. Questa oggettiva pesantezza d'ascolto oltre che la, a volte, scarsa varietà tonale di Ashton, sono i punti deboli di quello che è comunque un lavoro più che apprezzabile. Vi troviamo molteplici situazioni interessanti: l'industrial minimale dell'opener Precious (a shard) e di Eve, che propone passaggi melodici ed altri oscuri; l'elevata intensità vocale e strumentale di Stigma e The harmony of imperfection, song che si apre in puro techno; brevi oscure tracce atmosferico-industrial quali A promise of zeen, la dark-psichedelica Ward e la caotica inquietante Figment con i suoi suoni di synth, vociferare incomprensibile, grida e distorsioni chitarristiche. Quest'ultime sono presenti, contornate da armonie oscure, in Precious, non l'ultima canzone dell'album dato che dopo quasi sette minuti di silenzio compare una hidden track composta da un soffuso ma profondo cantato accompagnato e chiuso da chitarre distorte riecheggianti. Curiosa è la chitarristica The dark romantics, che inizia vagamente orientaleggiante per sfociare poi in un contorto psyco-industrial dal cantato abissale, ma soprattutto The other garden, che tra chitarra, interpretazione vocale e piccolo coro occhieggia nientemeno che al country. L'episodio meno riuscito è secondo me l'ottava Zeen, dove interessanti sono solo alcune tastiere sinistre, mentre le migliori song emergono essere la terza Amethyst, pervasa di appassionate melodie in un contesto sempre industrial-tastieristico, e la dodicesima Missing chapters, dove lontana la strumentazione fatta di chitarra, tastiera e percussioni enfatizza la calda prestazione canora di Ashton. Da ultimo impossibile non citare Prophet: fosche chitarre distorte, decise percussioni, accelerazioni e rallentamenti, guitar solos, atmosfere horror ed industrial ne fanno la traccia più metal dell'intero album.

Liriche a tinte prettamente dark e trattanti tematiche religiose ovviamente orientate ed interpretate in senso cristiano ("All credit be to the Christ" si legge nei thanks del booklet). Il genere è molto particolare, se ne siete appassionati o riuscirete comunque ad assimilarlo apprezzerete in pieno questo bel prodotto dall'ispirata vena di Ashton Nyte.

Valerio Mei

VOTO

77

 

 Best view:  No Firefox!   Optimized:  FONT: Old-English ( —> download Old-English font <—); SCHERMO: 1280x1024   Credit:  Template by Vocinelweb.it