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THE BECOMING
Vol. I
alternative
2008 - Tooth & Nail Records
(USA)
www.myspace.com/wearethebecoming

 

Come dal nulla spuntano sulla scena white i The Becoming, gruppo da Nashville che si presenta come gruppo goth. Di sicuro il loro aspetto non dà quest’impressione, indossando più eyeliner di quanto si dovrebbe, e vestendosi molto fashion, ottenendo un risultato che va più sull’emo che sul goth... La loro musica, poi, è una versione "sciacquata" di quella dei finlandesi HIM. E allora che cosa renderebbe i The Becoming un gruppo goth?

La opener Dressed in black apre impostando ottimamente l’album. Testi inquietanti (Rows of bodies dressed in black / The sound of death and colored glass / We cry, she’s passed), synth a volontà, vocals melodiche ed emotive, corali spettrali ed orchestrazioni ben realizzate. Ottimo pezzo davvero!, anche se poi il gruppo si rilassa leggermente, creando così vari episodi parecchio simili tra di loro, e leggermente noiosetti; però gli ascoltatori attenti inizieranno già da un primo ascolto a selezionare le canzoni preferite. Tra le tracce in rilievo ci sono la bellissima e drammatica The night that has no morning, e la best di tutto il disco: We’re already dead, pezzo che include molta elettronica e tastiere dai suoni gelidi, che ricordano molto quelle di Join me in death degli HIM. Non c’è dubbio che questo trattasi del pezzo che porterà il successo al gruppo. Oltre agli arrangiamenti curatissimi anche i testi di ogni brano sono ottimi, e ritengono quell’oscurità inquietante dei tipici testi goth (I kissed the death of our hearts today / Now I’m addicted to the way it tastes / Can you feel it setting in? / This world it gets so cold sometimes), lasciando però sempre quel senso di speranza che porta la luce divina.

Allora, cos’è che rende i The Becoming un gruppo goth? Direi un po’ di tutto. Dalla musica ai testi, ci sono parecchi elementi che categorizzano i The Becoming sotto l'etichetta di "goth". Ma credo che per guadagnarsi quel titolo completamente il gruppo debba fare qualche passo in più: primo, essere meno commerciali e più artistici, e secondo vestirsi meno emo... Il disco, in totale, pur non essendo all’apice della scala creativa è un buon debutto, non c’e’ dubbio. Ma per il futuro mi aspetto molto dai nuovi arrivati.

Christopher Warman

VOTO

76

 

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