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Come dal nulla
spuntano sulla scena white i The Becoming, gruppo da Nashville
che si presenta come gruppo goth. Di sicuro il loro aspetto non dà
quest’impressione, indossando più eyeliner di quanto si dovrebbe, e
vestendosi molto fashion, ottenendo un risultato che va più sull’emo che
sul goth... La loro musica, poi, è una versione "sciacquata" di quella
dei finlandesi HIM. E allora che cosa renderebbe i The
Becoming un gruppo goth?
La opener
Dressed in black apre impostando ottimamente l’album.
Testi
inquietanti (Rows of bodies dressed in black / The sound of death and
colored glass / We cry, she’s passed), synth a volontà, vocals melodiche
ed emotive, corali spettrali ed orchestrazioni ben realizzate.
Ottimo pezzo
davvero!, anche se poi il gruppo si rilassa leggermente, creando così
vari episodi parecchio simili tra di loro, e leggermente noiosetti; però
gli ascoltatori attenti inizieranno già da un primo ascolto a
selezionare le canzoni preferite. Tra le tracce in rilievo ci sono la
bellissima e drammatica The night that has no morning, e
la best di tutto il disco: We’re already dead, pezzo che
include molta elettronica e tastiere dai suoni gelidi, che ricordano
molto quelle di Join me in death degli HIM. Non c’è
dubbio che questo trattasi del pezzo che porterà il successo al gruppo.
Oltre agli arrangiamenti curatissimi anche i testi di ogni brano sono
ottimi, e ritengono quell’oscurità inquietante dei tipici testi goth (I
kissed the death of our hearts today / Now I’m addicted to the way it
tastes / Can you feel it setting in? / This world it gets so cold
sometimes), lasciando
però
sempre quel senso di
speranza che porta la luce divina.
Allora, cos’è che
rende i The Becoming un gruppo goth? Direi un po’ di tutto. Dalla
musica ai testi, ci sono parecchi elementi che categorizzano i The
Becoming sotto l'etichetta di "goth". Ma credo che per guadagnarsi
quel titolo completamente il gruppo debba fare qualche passo in più:
primo, essere meno commerciali e più artistici, e secondo vestirsi meno
emo... Il disco, in totale, pur non essendo all’apice della scala
creativa è un buon debutto, non c’e’ dubbio. Ma per il futuro mi aspetto
molto dai nuovi arrivati.
Christopher Warman |