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THE BURIAL
In The Taking Of FLesh
metalcore
2013 - Facedown Records
(USA)
www.facebook.com/theburialin

 

La terza fatica dei The Burial è al tempo stesso una conferma e un piccolo passo indietro: una conferma perché va detto subito che siamo sempre su livelli molto alti; un passo indietro perché oggettivamente era difficile ripetere un album come "Lights And Perfections" e, ad essere pignoli, qualche forzatura stavolta si trova. La band, ancora sotto l'egida della Facedown Records, sembra essersi un po' stabilizzata e dobbiamo annotare solo l'avvicendamento al basso tra Jake Neece e Alex Poole. I brani sono tutti composti da Elisha Mullins, comprese le liriche che spesso attingono direttamente dalle Scritture.

La matrice è sempre il death moderno, molto tecnico e vario, con una vena progressive. A livello generale rispetto a "Lights And Perfections" registriamo l'abbandono dell'influenza degli Opeth più sognanti e l'accentuarsi della componente "core" (troviamo anche un paio di passaggi in clean vocal… chissà se la Facedown c'ha messo lo zampino…), con ritmi che si fanno più convulsi e una frenesia nelle percussioni dell'ottimo Kaleb Luebchow a tratti esasperata, un po' à la Devin Townsend di "Deconstruction", ma che possiamo apprezzare grazie all'eccellente produzione.
Nello specifico dei brani c'è poco da aggiungere rispetto all'album precedente. I primi cinque pezzi sono davvero ottimi con assoli degni di nota nell'opener En-Hakkore e In the taking of flesh: theanthropos e con la notevole drammaticità dal pathos in crescendo di In the taking of flesh: diakonos. Qualche forzatura nei successivi tre brani, dove comunque non mancano gli spunti pregevoli e da segnalare in Of jasper and carnelian l'interessante contrasto tra l'azzeccato refrain melodico con voce pulita e il tappeto creato dalla batteria. Chiude la strumentale Quintessence, degna di un vero guitar hero, che vede passare in rassegna alcuni ospiti tra cui James Houseman e Jack Daniels degli Hope for the Dying.

"In The Taking Of Flesh" è un lavoro duro da masticare! Non è una novità, il death metal è per definizione un genere estremo e abbiamo sentito lavori sicuramente più pesanti di questo con suoni spesso più simili a mazzate di magli industriali, anche molto veloci ma magari più regolari e semplici, ragionati, strutturati e per questo più facilmente assimilabili. Qui invece gli strumenti suonano molto naturali ma la frenesia è a tratti portata al limite della sostenibilità. Si sa, quando si gioca con il limite si possono ottenere risultati importanti ma è inevitabile andare offside in qualche occasione; merito ai The Burial che hanno osato e rischiato riuscendo a limitare i passaggi a vuoto e facendo spesso centro.

 

Tracklist:
1. En-Hakkore (05:52)
2. Itching ears (04:38)
3. In the taking of flesh: theanthropos (05:26)
4. In the taking of flesh: diakonos (04:48)
5. Wretched restless forms (03:04)
6. Erchomai (03:39)
7. Of jasper and carnelian (04:26)
8. Thou knowest (03:21)
9. Quintessence (04:51)

 

 LiukBi

VOTO

88


 


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