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THE CHARIOT
Long Live
mathcore
2010 - Good Fight Music
(USA)
www.myspace.com/thechariot

 

Dopo aver dichiarato guerra al mondo della musica l’anno scorso, tornano sulla scena i The Chariot con la loro ultima fatica, "Long Live". Se non siete familiari con il sound dei The Chariot vi consiglio di mantenere la mente aperta e libera da ogni preconcetto di cosa sia la musica: il sound dei nostri è un tipo di metalcore (mathcore) caratterizzato da caos, feedback a volontà, schemi musicali intricati e brevi stacchi e cambi di andatura e ritmo, ma l’elemento principale del genere è il caos.

A differenza degli album precedenti "Long Live" ha un vantaggio, in quanto ogni pezzo sembra essere stato composto con maggiore attenzione, rendendo differente l'uno dall’altro. E fortunatamente ogni traccia dei campionamenti senza senso è scomparsa, lasciandone solo un accenno nel terzo brano, Calvin makenzie (che si interrompe improvvisamente per lasciare spazio a una canzoncina che pare provenire da una radio anni ’30). Di tutti i pezzi quelli che saltano maggiormente all’attenzione sono di sicuro David De La Hoz, The heavens e la closer The King. Il primo è tra i più particolari mai realizzati dal gruppo, nonché forse il migliore: partendo con la tipica furia math e mosh dei nostri, la song poi si evolve notevolmente, passando da una fase di breakdown ad una in cui Dan Smith dei The Listener presta le sue vocals, ricordandomi moltissimo i primi mewithoutYou; si passa poi ad un'ultima fase di breakdown, in cui le chitarre calano di un’ottava, aumentando la pesantezza e l’intensità del brano, arrivando poi alla fase più "sorprendente" in cui appaiono pianoforte, arpa e voce femminile, trascinandoci via dal caos dentro qualcosa bellissimo e puro. The heavens invece è forse il brano più strano mai realizzato dalla bandi: parte quasi industrial per poi tornare al pianeta The Chariot proponendoci uno dei riff più trascinanti mai sentiti dal gruppo. Molto percussiva invece è la closer, The King, nella quale appare anche il suono di una tromba che rende il pezzo molto particolare e irresistibile.

Ormai si sa che da Josh Scogin (ex leader dei Norma Jean e leader dei The Chariot) non si sa mai cosa aspettarsi. Finora i The Chariot erano uno di quei gruppi che facevi ascoltare agli amici solo per lo sfizio di vederli schifati e/o per procurargli un mal di testa; ma con "Long Live" i nostri sono riusciti a domare il caos, rendendo il sound ascoltabile e direi ottimo, senza compromettere minimamente la pesantezza. "Long Live" è senz’altro il capolavoro dei The Chariot.

Christopher Warman

VOTO

90

 

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