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Dalle ceneri degli
aggressivissimi Embodyment, insieme ad un ex membro dei Demon
Hunter, nascono i The Famine! I nostri seguono la scia death
(non quella alternative) già creata dagli Embodyment, inserendoci
anche un po’ di loro. Il debutto apocalittico, appunto intitolato
"The Raven And The Reaping" (Il corvo e la mietitura), mischia
elementi death con thrash, grind e metalcore, producendo un sound
devastante e brutale.
La opener, Scar the earth, fa capire subito che i The
Famine vogliono prenderti per la gola con la loro musica: breakdown,
thrash, vocals a tratti growlate e a tratti screamate, ma non in stile
metalcore. Le seguenti song sono Behemoth, che rimane
nella stessa scia della precedente, aggiungendoci parecchio tecnicismo,
e Consume devour repeat, con molti elementi swedecore e
grind. Purtroppo però da questo punto notiamo subito una certa
somiglianza tra questi pezzi, difficilmente distinguibili se non per
qualche piccolo differenza. E’ questa l’unica pecca di un disco che
altrimenti sarebbe stato uno dei migliori del genere. Da nominare ci
sono la violentissima Death threat, la brutalissima
Killing for sport (pezzo di 53 secondi, scritto 10 minuti prima
di essere registrato) e Unending silence, forse l'episodio
più particolare di tutto l’album, ricco di tecnicismi e di breakdown
orientati verso il grindcore. Il resto dell’album è più o meno tutto
uguale, prendere o lasciare.
Se rimpiangete i giorni in
cui gli Embodyment facevano musica brutale, allora fate vostro
questo album, che segna il ritorno alle origini del gruppo. Anche se,
come ho già detto, il Cd è altamente ripetitivo, va lo stesso accetta
per l’ottimo lavoro che è. Vi piace roba estrema ma allo stesso tempo
moderna? Procuratevi "The Raven And The Reaping"!
Christopher Warman
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