|
"Credi negli angeli?" …con questa domanda ha
inizio la raffinata release firmata The Last Dance, band fautrice
di un darkpop di evidente matrice cristiana. Infatti tale origine
ispiratrice, se così possiamo chiamarla, non è presente esclusivamente
nei testi, ma afferma la propria essenzialità in tutto ciò che va a
creare melodie, armonie, effetti sonori. Lo stile dell’album, pur
potendo essere chiamato dark, presenta in realtà sonorità luminose, che
brillano di speranza, rivelando a mio parere il loro Dna cristiano.
Semplici
gli elementi che vanno a creare l’opera. Una classica band di stile dark
che si diletta nell’utilizzo di abbondanti synth e tastiere, senza
cadere mai in melodie decadenti, ma rimanendo sempre in una certa fascia
melodica ariosa e leggera. A tutto ciò aggiungete una voce maschile che
ricorda vagamente quella di Brian Molko dei Placebo, che qui dona
quel tocco in più di elegante espressività e a cui di quando in quando
vi si aggiunge una voce femminile a rendere controcori e ritornelli più
orecchiabili. I testi autobiografici rivelano infine una profonda
sensibilità e dolcezza, scritti come tante lettere intrise di ricordi
crepuscolari, dalla semplice ma toccante poeticità, ed indirizzate a
persone speciali che non si vedono da tempo. L’autore apre il proprio il
cuore e mette alla luce un delicato romanticismo dark sotto forma di
tante toccanti immagini, come un vecchio album pieno di fotografie in
bianco e nero, nelle quali ogni scena ci sembra vicina e familiare.
Insomma pur non
essendo uno di quegli album folgoranti e dal preponderante pathos può
nel complesso definirsi un buon lavoro, dall’ottima produzione e dalla
composizione sicuramente effettuata con piena cognizione di causa. Per
quella parte di popolo dark che usa l’oscurità solo per proteggere la
propria luce, "crede negli angeli", o quantomeno vorrebbe crederci.
Francesca Pezza |