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Se decisamente promettente era parso l'Ep "Breaking
The Silence", con questo full i The Letter Black si
ridimensionano notevolmente, semplificando a più non posso gli
arrangiamenti e dandosi ad un pop con riffoni distorti che sa tanto di
ruffiano almeno quanto di forzata ricerca di ampie panoramiche da chart.
Il sound si fa più easy listening, e tutto ancor più si gioca solo sui
refrain, nei quali la brava Sarah fraseggia spesso con comunque
apprezzabili clean vocals maschili. Tutto ciò basta o non basta?
Dipende, il valore musicale del lavoro è modesto, ma l'impatto
emozionale indubbiamente tiene, per cui chi volesse rilassarsi qualche
decina di minuti con gradevole alternative pop potrebbe anche ritenersi
soddisfatto al termine dell'ascolto.
E pensare poi che ben tre tracce dell'Ep vengono
riproposte, Moving on, Hanging on by a thread
e Best of me, e che spicchino nel livellato scorrere della
tracklist emerge anche ad un ascolto poco attento. Per il resto non c'è
molto di dire, provando a carpire qualche episodio rilevante qui e là
menzionerei Believe per l'innesto di tastiere sinfoniche,
My disease per il riuscito mood, e il finale più
aggressivo costituito dalla veloce Care too much, la song
più metal del platter, e la persino a tratti vagamente thrashy
Wounded, "incattivita" da scream femminili. Non manca la
ballatona romantica (More to this) e neppure la hit con la
quale provare a sfondare su Mtv, There'll come a day il
cui chorus si fa innegabilmente cantare.
Album in definitiva deludente rispetto all'Ep, che
comunque riesce a strappare un giudizio discreto per via proprio delle
tracce dell'Ep disseminate nei punti giusti, ma anche di un finale in
crescendo. Lavoro che allontanerà la band dai fans dell'alternative
metal, ma che li avvicinerà al mainstream del pop duro; non a caso è già
riuscito ad entrare nella US Billboard 200. Se è questo ciò che
volevano, ci sono riusciti, tuttavia della intrigante band del debutto è
rimasto ben poco.
Valerio Mei
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