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THE REVOLUTIONARY ARMY OF THE INFANT JESUS
The Gift Of Tears
 
 

 

THE REVOLUTIONARY ARMY OF THE INFANT JESUS
Mirror
neofolk
1991 - Probe Plus Records
(Inghilterra)
www.myspace.com/revolutionaryarmyoftheinfantjesus

 

Se avessi dovuto soltanto dare un voto a questo disco, probabilmente mi sarei fermata a un ascolto poco attento e avrei liquidato "Mirror" con un 75, che per quanto rispettabilissimo, l'avrebbe relegato nella mediocrità. E avrei fatto un grave torto a me stessa, all'album e a tutti coloro che mi avessero dato retta. "Mirror" in realtà è un lavoro ermetico, ma che a poco a poco, ascolto dopo ascolto, riesce a catturare completamente il cuore dell'ascoltatore. Il nome dei The Revolutionary Army Of The Infant Jesus è permeato di mistero. Scarsissime sono le informazioni in rete su questa band, sappiamo solo che il gruppo di Liverpool dà alla luce il primo lavoro nel 1987 e che il suo nome è quello di un gruppo terroristico presente in "Quell'oscuro oggetto del desiderio", un film di Bunuel (1977).

Il genere che ci viene presentato è un folk-apocalittico con molti elementi industrial e stralci di film e trasmissioni radio in diverse lingue, tra le quali si riconoscono russo e spagnolo. L'attenzione è mantenuta alta grazie all'alternanza di melodie molto spirituali e riflessive e di ritmi incalzanti e a tratti tribali, che tuttavia non spezzano l'atmosfera onirica e al contempo cupa che caratterizza tutto il lavoro. Inmaculado riesce a contenere tutti questi elementi, cominciando con un flauto e una chitarra arpeggiata su un sottofondo di uno stillicidio di acqua all'interno di una stanza. Le voci si intrecciano, e seguendole a un certo momento ci ritroviamo in un'atmosfera decisamente più movimentata, con percussioni molto presenti, chitarre più violente e il sassofono che ha preso il posto del flauto. Joy of the cross costituisce uno spartiacque tra l'inizio del disco e il vero e proprio tema centrale: è un brano molto breve e delicatissimo, in cui la chitarra acustica accompagna le voci, una maschile e una femminile in un motivo molto dolce. Nostalgia è la vera perla all'interno dell'album. Il brano inizia con una tastiera molto cupa e con una voce campionata; d'un tratto entra un pianoforte che ci regala una melodia rassicurante e molto orecchiabile, che sbiadisce un po' e diventa lontana per mescolarsi ai campioni di voci registrate e alla tastiera iniziale, fino a esaurirsi del tutto e a terminare con un coro sacro.

"Mirror" è un disco sorprendentemente evocativo, che sa essere molto generoso di sensazioni ed emozioni con chi gli presta la dovuta attenzione, che sia un amante del folk apocalittico o un semplice curioso che cerchi un sound diverso e meditativo.

Sara Passannanti

VOTO

87

 

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