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Hanno fatto aspettare i loro fans per ben cinque
lunghi anni, ma alla fine gli statunitensi Theocracy sono tornati
con il loro nuovo album "Mirror Of Souls". Tutti noi ci
domandiamo se quest'ultimo lavoro riuscirà a raggiungere gli eccezionali
livelli del precedente "Theocracy", disco che ha elevato i nostri
tra i "grandi" del prog/power cristiano. L'attuale formazione si compone
di soli tre membri Matt Smith, vocals, chitarra, keys e orchestrazioni,
il chitarrista Jonathan Hinds e Shawn Benson, drums; il bassista Patrick
Parris si è sciolto dalla band nel maggio trascorso per curare un suo
progetto personale.
Iniziamo l'atteso album con A tower of
ashes: mentre la tastiera riscalda l'atmosfera con tenere
melodie di giubilo, le chitarre si preparano a decollare con riff veloci
e leggeri e l'inconfondibile voce di Matt Smith si propaga come raggi di
sole primaverile, un'armonia quasi divina ci avvolge teneramente
elevando il nostro spirito tra riff di chitarra e vivacissime melodie
multicolori. Continuiamo il nostro viaggio volando veloci con On
eagles wings, grazie ai ritmi accelerati del buon Shawn Benson:
vampate di calore adrenalinico rafforzano il nostro corpo, mentre
sfarzosi cori non mancano di elevare il nostro spirito fino ai confini
più remoti del Creato; un'armonia urbi et orbi, una pazzesca vitalità è
esattamente quello che che i Theocracy riescono ad infondere agli
ascoltatori. Sound aggressivo ed heavy trabocca dalla successiva
Laying the demon to rest, riff più duri e grezzi, mistiche
melodie creano un buon contrasto tra mistero ed austerità, un'elevata
dose di aggressività divampa dai cuori di "metallo" sgretolando,
percuotendo, azzannando, demolendo con una sfuriata veloce di riff
impazziti, addolcendosi poi con graziosi cori che vanno a contemplare
l'Onnipotente. Assopiamoci al dolce e tenero suono di una chitarra
acustica, una ballata di nome Bethlehem sta inondando i
nostri cuori di caldo amore mistico, assoli di chitarra accompagnano il
cantante che con voce innocente celebra la nascita del Salvatore; una
gioia esplode con una moltitudine di cori, come innumerevoli schiere
celesti che vanno ad accompagnare l'ascesa al trono del figlio di Dio.
Prepariamoci ad altre dosi massicce di adrenalina con Absolution
day, come una meteorite che si abbatte al suolo gli strumenti si
infiammano all'unisono, un ritmo duro e veloce accompagna riff potenti e
massicce scariche di melodia, gli immancabili assoli si alternano al
singer che si esibisce in abili cambiamenti di tono vocale, dal normale
cantato a splendidi
cristallini
acuti.
Una piacevole tastiera-organistica ci introduce
alla successiva The writing in the sand, dal sound
leggermente misticheggiante e tutto sommato pacato, che accompagna la
voce con le chitarre che si esibiscono in riff aggraziati e malinconici
assoli, trasmettendo una particolare quiete riflessiva. Energia e
grazia: due aggettivi per la song Martyr, batteria e
chitarre corrono veloci con vorticosi riff e graziose rullate,
intramontabili assoli inondano di epicità il nostro cuore; nei
Theocracy la sacra fiamma della creatività sembra non spegnersi mai
ed è ciò che dimostrano mentre strimpellamenti acustici si fondono con
vigorose pennate di chitarra. E proprio con innata creatività che i
Theocracy vanno a concludere i loro secondo full-length album: ci
stiamo apprestando ad ascoltare l'ultima traccia Mirror of souls,
dalla durata di ben ventidue minuti. Un candido e garbato intro ci
introduce ad un possente sound heavy, la voce pulita e decisa scorre
veloce tra aggraziati riff ed esplosioni melodiche di tastiera,
dimostrazioni di genuina potenza e vigore ci vengono manifestate dalle
instancabili chitarre che mantengono la promessa di portare alto il
vessillo della creatività; la batteria dal canto suo fa del proprio
meglio per assecondare l'estro dei nostri chitarristi, passando da
vigorosi pezzi power a lenti momenti introspettivi, mantenendo,
nonostante gli elevati cambi di ritmo, quel particolare filo conduttore
che unisce l'intera traccia, come un racconto che va a manifestarsi
nella sua interezza alle orecchie dell'ascoltatore.
Una volta ancora i Theocracy ci hanno
stupito con la loro notevole bravura strumentale e compositiva, le song
esprimono una florida vena creativa tant'è che l'ascoltatore farà
veramente fatica a stancarsi d'ascoltare questo bellissimo Cd; ad ogni
modo
"Mirror Of Souls"
non raggiunge l'immensa grandezza del suo predecessore "Theocracy",
non certo per difetto qualità, ma per l'incredibile complessità e
bellezza dei suoi pezzi. Con quest'ultimo appunto non voglio affatto
sminuire l'ultimo lavoro dei Theocracy, che con
"Mirror Of Souls"
raggiungono ancora una volta livelli altissimi, tali che davero nessuno
potrà mai biasimare il loro modo di far musica.
Fabio Manna |