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THEOCRACY
Ghost Ship

 

 

THEOCRACY
Mirror Of Souls
power
2008 - Ulterium Records
(USA)
www.myspace.com/theocracyband

 

Hanno fatto aspettare i loro fans per ben cinque lunghi anni, ma alla fine gli statunitensi Theocracy sono tornati con il loro nuovo album "Mirror Of Souls". Tutti noi ci domandiamo se quest'ultimo lavoro riuscirà a raggiungere gli eccezionali livelli del precedente "Theocracy", disco che ha elevato i nostri tra i "grandi" del prog/power cristiano. L'attuale formazione si compone di soli tre membri Matt Smith, vocals, chitarra, keys e orchestrazioni, il chitarrista Jonathan Hinds e Shawn Benson, drums; il bassista Patrick Parris si è sciolto dalla band nel maggio trascorso per curare un suo progetto personale.

Iniziamo l'atteso album con A tower of ashes: mentre la tastiera riscalda l'atmosfera con tenere melodie di giubilo, le chitarre si preparano a decollare con riff veloci e leggeri e l'inconfondibile voce di Matt Smith si propaga come raggi di sole primaverile, un'armonia quasi divina ci avvolge teneramente elevando il nostro spirito tra riff di chitarra e vivacissime melodie multicolori. Continuiamo il nostro viaggio volando veloci con On eagles wings, grazie ai ritmi accelerati del buon Shawn Benson: vampate di calore adrenalinico rafforzano il nostro corpo, mentre sfarzosi cori non mancano di elevare il nostro spirito fino ai confini più remoti del Creato; un'armonia urbi et orbi, una pazzesca vitalità è esattamente quello che che i Theocracy riescono ad infondere agli ascoltatori. Sound aggressivo ed heavy trabocca dalla successiva Laying the demon to rest, riff più duri e grezzi, mistiche melodie creano un buon contrasto tra mistero ed austerità, un'elevata dose di aggressività divampa dai cuori di "metallo" sgretolando, percuotendo, azzannando, demolendo con una sfuriata veloce di riff impazziti, addolcendosi poi con graziosi cori che vanno a contemplare l'Onnipotente. Assopiamoci al dolce e tenero suono di una chitarra acustica, una ballata di nome Bethlehem sta inondando i nostri cuori di caldo amore mistico, assoli di chitarra accompagnano il cantante che con voce innocente celebra la nascita del Salvatore; una gioia esplode con una moltitudine di cori, come innumerevoli schiere celesti che vanno ad accompagnare l'ascesa al trono del figlio di Dio. Prepariamoci ad altre dosi massicce di adrenalina con Absolution day, come una meteorite che si abbatte al suolo gli strumenti si infiammano all'unisono, un ritmo duro e veloce accompagna riff potenti e massicce scariche di melodia, gli immancabili assoli si alternano al singer che si esibisce in abili cambiamenti di tono vocale, dal normale cantato a splendidi cristallini acuti.

Una piacevole tastiera-organistica ci introduce alla successiva The writing in the sand, dal sound leggermente misticheggiante e tutto sommato pacato, che accompagna la voce con le chitarre che si esibiscono in riff aggraziati e malinconici assoli, trasmettendo una particolare quiete riflessiva. Energia e grazia: due aggettivi per la song Martyr, batteria e chitarre corrono veloci con vorticosi riff e graziose rullate, intramontabili assoli inondano di epicità il nostro cuore; nei Theocracy la sacra fiamma della creatività sembra non spegnersi mai ed è ciò che dimostrano mentre strimpellamenti acustici si fondono con vigorose pennate di chitarra. E proprio con innata creatività che i Theocracy vanno a concludere i loro secondo full-length album: ci stiamo apprestando ad ascoltare l'ultima traccia Mirror of souls, dalla durata di ben ventidue minuti. Un candido e garbato intro ci introduce ad un possente sound heavy, la voce pulita e decisa scorre veloce tra aggraziati riff ed esplosioni melodiche di tastiera, dimostrazioni di genuina potenza e vigore ci vengono manifestate dalle instancabili chitarre che mantengono la promessa di portare alto il vessillo della creatività; la batteria dal canto suo fa del proprio meglio per assecondare l'estro dei nostri chitarristi, passando da vigorosi pezzi power a lenti momenti introspettivi, mantenendo, nonostante gli elevati cambi di ritmo, quel particolare filo conduttore che unisce l'intera traccia, come un racconto che va a manifestarsi nella sua interezza alle orecchie dell'ascoltatore.

Una volta ancora i Theocracy ci hanno stupito con la loro notevole bravura strumentale e compositiva, le song esprimono una florida vena creativa tant'è che l'ascoltatore farà veramente fatica a stancarsi d'ascoltare questo bellissimo Cd; ad ogni modo
"Mirror Of Souls" non raggiunge l'immensa grandezza del suo predecessore "Theocracy", non certo per difetto qualità, ma per l'incredibile complessità e bellezza dei suoi pezzi. Con quest'ultimo appunto non voglio affatto sminuire l'ultimo lavoro dei Theocracy, che con "Mirror Of Souls" raggiungono ancora una volta livelli altissimi, tali che davero nessuno potrà mai biasimare il loro modo di far musica.

Fabio Manna

VOTO

88

 

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