Italian Christian Metal Website  -  Il sito italiano dedicato al Metallo Cristiano

Menu

 
 
Band Links
 
THOUSAND FOOT KRUTCH
Set It Off
 
THOUSAND FOOT KRUTCH
Phenomenon

THOUSAND FOOT KRUTCH
The Art Of Breaking

THOUSAND FOOT KRUTCH
Exhale
 
 

 

THOUSAND FOOT KRUTCH
Oxygen: Inhale
alternative
2014 - Tooth & Nail Records
(Canada)
www.myspace.com/thousandfootkrutch

 

Ritornano i canadesi Thousand Foot Krutch, capitanati come sempre dal frontman Trevor McNevan, con un nuovo capitolo della loro produzione artistica, “Oxygen: Inhale”, a distanza di soli due anni dal precedente “The End Is Where We Begin”. In questo album a farla da padrone è la melodia, e la produzione, con chitarre dai suoni leggeri e una sezione ritmica tenuta in sottofondo, cerca di dare una sensazione di freschezza e ariosità ai pezzi.

Il disco presenta diverse influenze, dai pezzi più classicamente crossover a la Rage Against the Machine, come Like a Machine e Give It to Me, brani decisamente energici e stimolanti, alle power ballad, come Set Me on Fire e I See Red. Trascinanti, dalle belle melodie, un po' debitrici dei Goo Goo Dolls e un po' dei Nickelback, godibili nella loro leggerezza, anche se la prima è banalotta, mentre il refrain della seconda suona lievemente fuori posto. Ciò che affossa l'album però è più che altro l'ipertrofia di ballad melense, le quattro canzoni che concludono l'album: Light Up, In My Room, Oxygen e Glow. In comune queste canzoni hanno la lentezza pachidermica, le melodie buone ma scontate e una mielosità che potrebbe andare bene per una, massimo due canzoni, ma non per quattro interi pezzi di fila, men che meno contando che l'album conta appena dieci brani. Di queste canzoni salvo solo In My Room, e principalmente per le liriche spettacolari, che sono una vera e propria preghiera (delle quali quindi consiglio la lettura).
Il brano che più mi ha soddisfatto invece, oltre ai pezzi crossover, è Untraveled Road: la canzone è dinamica, coinvolgente, melodica (questa volta in senso buono), dal refrain irresistibile; in altre parole, la perfetta colonna sonora di un viaggio su una statale deserta e assolata d'estate. Se l'album si fosse mosso su questa strada avremmo avuto davanti un piccolo gioiellino.

Per concludere, non posso dire che il disco sia riuscito. Ed è un vero peccato per la band canadese (attiva ormai da tre lustri): avrebbero potuto spingere di più sul pedale dell'acceleratore, e magari osare qualche distorsione e delle chitarrozze tamarre, per dare un po' di nerbo alle canzoni più scialbe, che si avvantaggerebbero parecchio di un pizzico di testosterone.
La voce di McNevan è quasi sempre in primo piano, eppure, pur sapendo fare il suo, non è sufficiente a tenere in piedi la baracca: in mancanza di soluzioni soliste degne di nota, qualche parte più propriamente metal avrebbe risollevato le sorti del disco, dando un po' di vita a delle canzoni altrimenti spente. Forse non sarebbe stato un capolavoro, ma almeno non ci avrebbe fatto addormentare. Peccato, perché l'inizio faceva pensare bene!
Così com'è rasenta appena la sufficienza (senza arrivarci).

Tracklist:

1. Like A Machine (3:43)
2. Untraveled Road (3:55)
3. Born This Way (3:25)
4. Set Me On Fire (3:48)
5. Give It To Me (3:39)
6. I See Red (4:10)
7. Light Up (2:57)
8. In My Room (4:39)
9. Oxygen (3:51)
10. Glow (3:20)

Devid "Sesbassar" Viezzi

VOTO

55

 

 Best view:  No Firefox!   Optimized:  FONT: Old-English ( —> download Old-English font <—); SCHERMO: 1280x1024   Credit:  Template by Vocinelweb.it