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È un death che non
ti aspetti quello dei Tinnitus, formatosi nel lontano 1996 ed
oramai split-up. Del gruppo finlandese, il cui scopo è diffondere la
Parola di Dio attraverso la loro musica, non esiste neanche uno straccio
di sito cui aggrapparsi, sappiamo però che hanno collezionato fino al
2000 solo delle brevi comparsate: un demo ("Iron Will") e
due Ep, "2000 years" e "Veritas". Il brevissimo Ep di cui
ci occupiamo è appunto quest’ultimo uscito nel 1999 per la Löf
Productions. Come già anticipato si tratta di un death sopra le righe,
dalla tinta marcatamente melodica e progressive che non disdegna di
incanalare nel proprio sound diversi elementi. Che sia poi davvero sopra
le righe lo anticipa in qualche maniere la cover: davvero insolita per
il genere, guardare per credere!
I 12 minuti totali
sono divisi in 3 brani. Si parte con Shame contraddistinto
da un iniziale stop&go su cui si innesta un growl gutturale ma un pi'
acerbo e mai pienamente convincente, intramezzato da un insolito
passaggio acustico. Si continua con Crucified: pezzo
interessante in cui degli arpeggi vengono alternati a dei riff più
decisi, dal sapore vagamente orientaleggiante ed epico. Ma non finisce
qui per questo brano che emerge felicemente sugli altri due: la ritmica
si fa vieppiù veloce fino a sfociare in un lungo solo tipicamente
hard'n'heavy! A chiudere Why should I fear?, in cui
incontriamo un melodic death della vecchia scuola dall’incedere
cadenzato che rischia di essere un po' troppo piatto, privo di spunti
degni di nota.
Se siete amanti
del death esplosivo, violento e grintoso dalle ritmiche devastanti
statene alla larga: qui non troverete nulla del genere; se invece
chiamati da una curiosità sfrenata siete aperti alle sperimentazioni e
volete ascoltare qualcosa di diverso, potrebbe fare al caso vostro. Ma a
mio parere in questo caso l’innovazione non paga.
Ilaria Ricci |