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Finalmente anche alla
scena cristiana si affaccia una brutal band! Di episodi brutal se
n’erano già visti parecchi, ma questa volta non ci sono "ma" che
tengano! Già, perché qui ci sono tutte le carte in regola per
fronteggiare tutte le band secolari. I Mortification avevano già
sperimentato un poco questa via ma in una veste più grindeggiante; i
Crimson Thorn ci si erano avvicinati ancor di più, altri, come i
Morbid Sacrifice, vi si erano accostati ma mancava ancora qualità
tecnica e di produzione; negli Antidemon qualche piccolo richiamo
brutal c’era ma il loro è un death grind di chiara derivazione
brasiliana. Forse chi ci è andato più vicino sono stati gli Encryptor,
però qui la qualità di produzione rasenta l’appena discreto se non
sufficiente. Con i californiani Tortured Conscience invece ci
troviamo ad ascoltare un disco pauroso fatto di riff violentissimi e
taglienti, di una batteria tellurica molto variegata ed avvolgente che
spazia dal mosh pompatissimo con doppia cassa alla velocità della luce,
a blastbeats di ottima esecuzione. I vocals sono semplicemente sublimi,
ben studiati e sapientemente modulati sia dal singer sia in fase di
registrazione, il suono e la produzione in generale sono molto buoni;
insomma, le premesse sono fra le migliori, addentriamoci però in "Every
Knee Shall Bow", che come suggerisce bene il titolo, è un invito e
quasi un "ordine" rivolto a tutta l’umanità ad inginocchiarsi dinanzi
alla maestosità e alla graziosa misericordia di Dio.
Il disco inizia
violentissimo; non c’è tempo per un’intro, per un’entrata un po’
atmosferica, no! Subito brutal! La seconda traccia Apostate return
lascia una piccola apertura melodica verso la fine ma niente di che.
Questi piccoli inserti potremo ritrovarli ancora sparsi qua e là ma,
fortunatamente, non infangheranno mai questo ottimo brutal. Per il resto
niente di particolare da dire; brutal brutal brutal. Come detto molti
sono gli stacchi mosh che contribuiscono a rendere fluido tutto
l’ascolto con accelerazioni, rallentamenti, stop and go, ecc. Veramente
coinvolgente! Bellissima, sì, bellissima e simpaticissima la cover di
Crucify dei mitici Bloodgood come bonus track. I testi si contraddistinguono per essere alquanto estesi e
mai banali. Generalmente tendono a descrivere l’immondizia senza mai
però colpevolizzare, anzi, propongono sempre un’apertura alla salvezza e
ricordano in continuazione il fatto che il Padre perdona e salva: "Why
didn’t you listen / to the voice inside / and strip away / all
humanistic pride?".
Un ottimo Cd che
speriamo possa portare i Tortured Conscience a farsi conoscere e
a produrre lavori ancora migliori. Non ci sono più scuse, il brutal ci
avvolge e ci stritola! "In
closing I’d like to tell you / all / that Christ is the way / no one
sees the Father / except through His blood / freedom of volition / to
choose or to choose otherwise / make the choice now, my friend / is it
Heaven or is it Hell?".
Attilio Rizzoli |