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TOURNIQUET
Carry The Wounded   (Ep)
heavy
1995 - Intense Records
(USA)
www.myspace.com/tourniquetrocks

 

Solo cinque brani accompagnano in "Carry The Wounded", ennesima sperimentazione degli americani Tourniquet, la band più pazza e bizzarra del white metal; sono stati definiti "l'incontro tra Frankenstein e Beethoven" appunto per il loro miscelare stacchi di musica classica a un thrash metal con lyrics riguardanti tematiche semicruente come operazioni chirurgiche, emorragie e interventi cerebrali. Rimane un dato di fatto però che in questo album i thrashers mettano da parte le caratteristiche sopracitate dandosi a un pieno sperimentalismo musicale; in "Carry The Wounded" infatti i nostri presentano brani che spaziano dall'heavy-thrash all'hard rock, dal ballad al country, uscendo un po' dallo scenario thrash-prog-heavy che li ha sempre accompagnati durante il corso di tutta la loro carriera musicale.

Il primo brano del Cd è Carry the wounded, ritmo heavy-thrash molto leggero, con giri armonici ben strutturati e aperti a un evolvere melodico epico e coinvolgente: in pratica, senza nulla togliere agli altri brani, è quello che vale quasi tutto il Cd. Si passa a una ballad di nome When the love is right, che dimostra con la sua semplicità quanto questi musicisti siano capaci di sapersi ambientare in ogni genere, sia pure con la loro pazzia; ballad toccante adornata da pianoforti e chitarre classiche lievemente countryggianti. La traccia che segue è Oh well, classico hard rock allegro e dinamico, con qualche cambio di ritmo, ma comunque eseguito con spessore; My promise invece inizia come ballad evolvendosi in un heavy-thrash lento e composto. A chiudere questo dinamicissimo Cd c'è la country Heads I win tails you lose, tempo hard rock-country decisamente lento ma allegro e vivace.

In definitiva uno sperimentalismo che risalta differenti capacità, ma anche una lieve carenza di determinazione; gli amanti del metal puro infatti apprezzeranno solo in parte questo album, che toccando molti generi fuori dal suddetto andrà incontro anche a un pubblico molto più frammentato. Non delude invece l'esibizione canora del singer, che riesce a riempire bene con la sua voce calda e alta, che pur non essendo estremamente adatta per il metal dona espressività a questo Cd.

Francesco Romeggini

VOTO

67

 

 

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