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Solo cinque brani accompagnano in "Carry The
Wounded", ennesima sperimentazione degli americani Tourniquet,
la band più pazza e bizzarra del white metal; sono stati definiti
"l'incontro tra Frankenstein e Beethoven" appunto per il loro miscelare
stacchi di musica classica a un thrash metal con lyrics riguardanti
tematiche semicruente come operazioni chirurgiche, emorragie e
interventi cerebrali. Rimane un dato di fatto però che in questo album i
thrashers mettano da parte le caratteristiche sopracitate dandosi a un
pieno sperimentalismo musicale; in "Carry The Wounded" infatti i
nostri presentano brani che spaziano dall'heavy-thrash all'hard rock,
dal ballad al country, uscendo un po' dallo scenario thrash-prog-heavy
che li ha sempre accompagnati durante il corso di tutta la loro carriera
musicale.
Il primo brano del Cd è Carry the wounded,
ritmo heavy-thrash molto leggero, con giri armonici ben strutturati e
aperti a un evolvere melodico epico e coinvolgente: in pratica, senza
nulla togliere agli altri brani, è quello che vale quasi tutto il Cd. Si
passa a una ballad di nome When the love is right, che
dimostra con la sua semplicità quanto questi musicisti siano capaci di
sapersi ambientare in ogni genere, sia pure con la loro pazzia; ballad
toccante adornata da pianoforti e chitarre classiche lievemente
countryggianti. La traccia che segue è Oh well, classico
hard rock allegro e dinamico, con qualche cambio di ritmo, ma comunque
eseguito con spessore; My promise invece inizia come
ballad evolvendosi in un heavy-thrash lento e composto. A chiudere
questo dinamicissimo Cd c'è la country Heads I win tails you lose,
tempo hard rock-country decisamente lento ma allegro e vivace.
In definitiva uno sperimentalismo che risalta
differenti capacità, ma anche una lieve carenza di determinazione; gli
amanti del metal puro infatti apprezzeranno solo in parte questo album,
che toccando molti generi fuori dal suddetto andrà incontro anche a un
pubblico molto più frammentato. Non delude invece l'esibizione canora
del singer, che riesce a riempire bene con la sua voce calda e alta, che
pur non essendo estremamente adatta per il metal dona espressività a
questo Cd.
Francesco Romeggini
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