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TOURNIQUET
Pathogenic Ocular Dissonance
thrash
1992 - Intense Records / 1993 - Metal Blade Records
(USA)
www.myspace.com/tourniquetrocks

 

Anno '92 e terzo album in tre anni di attività per il combo a stelle e strisce che rispetto al terzetto formato da Guy Ritter, Gary Lenaire e Ted Kirkpatrick - ad oggi l'unico superstite della primigenia line-up - nei due antecedenti lavori, inserisce qui il chitarrista Erik Mendez ed il bass player Victor Macias. L'album uscì inizialmente per la Intense ma l'anno avvenire fu riedito dalla Metal Blade che aggiunse una traccia bonus, ovvero The tempter, cover dei doomers Trouble, per un certo tempo l'ex christian band del batterista Kirkpatrick.

Disco piuttosto esteso nei suoi 57 minuti sezionati in dodici capitoli, esordisce con Impending embolism, song strumentale in cui ad una stravagante ritmica succede il tipico Tourniquet-riffing che sarà un indelebile trade mark in tutta la storia compositiva dei nostri. La title-track Pathogenic ocular dissonance è variegata tra andature vivaci, cori, ottimo guitar work, il cantato falsetto di Ritter che si divide col clean, ma lascia spazio anche alla malinconia e ad un pesante doom nel grembo nel brano. I Tourniquet vogliono sempre stupire, così l'attacco di Phantom limb è mera fusion: il resto della canzone sarà aperto a sperimentazioni ma si adagerà su un pesante giro chitarristico con diverse linee vocali, almeno fino all'assolone di Lenaire e l'inattesa accelerata conclusiva. Belle rullate saggiamente inserite all'interno dell'articolato songwriting sono da segnalare in Ruminating virulence, mentre Spectrophobic dementia propone un mix di doom e fasi allegre, non prima di aver piazzato strani cori ed un assolo orientaleggiante su un drumming visionario. Erano nell'aria e arrivano anche le voci robotiche con Gelatinous tubercles of purulent ossification (!) la quale si fonda ritmicamente su un thrash a tratti pesante, a tratti inquietante a tratti elaborato. Incommensurate è una up-tempo con due super assoli che si passano il testimone, ma verso la fine i tempi si dilatano con innesti di minisfuriate isteriche e narrato. Da rimarcare, continuando, il fascinoso refrain melodico, fulcro dell'ottava Exoskeletons, l'assolo a velocità proibite della subentrante Theodicy On trial, la tecnica percussionistica della breve Descent into the maelstrom. Pause ed accelerate caratterizzano En hakkore, in cui si fa deciso uso del vibrato; giungiamo così alla conclusiva The skeezix dilemma, ben dieci minuti turbati, tesi ed anche cupi che sfociano in partiture doom con cori solenni. La voce di un bimbo si ode protagonista a più riprese e dopo trottate varie, un sound da ninna nanna ed una melodica lead, ecco che è il Tourniquet-riffing a terminare. 

Intenso antisatanismo, sempre proiettato dalla luce della fede (Satan, a dog on a leash / subject to the will and restrictions of the Father / Incommensurate. / Lucifer, Mephistopheles, the Serpent, Belial / brought to life by the great I am as an angel of light / pride, his downfall, cast down from Heaven / cursed to eat the dust of the earth. / [...] Agnus dei, the lamb Of God defeated sin and grave / His death and resurrection / His plan in sovereign grace), e, nella stessa ottica, problematiche sociali, tutto trattato in uno stile bizzarro, tipico peraltro di quello che è uno dei gruppi di punta della storia passata e presente della scena metal cristiana, ove i Tourniquet sono realmente venerati. "Pathogenic Ocular Dissonance", a tirar le somme, non va annoverato tra le migliori releases dell'ampia discografia degli statunitensi: la potenza di fuoco è limitata, la tecnica trionfa ma l'appeal complessivo non entusiasma. Ciò nonostante la qualità di un qualsiasi prodotto Tourniquet è sempre molto alta. Thrash variopinto e simpatico, incontrollata fantasia percussionistica e ottimi guitar solos: aspettatevi questo, ma non il discone.

Vaake

VOTO

75

 

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