|
Secondo capitolo della lunghissima serie discografica
firmata dai Tourniquet, ovvero la thrash-band che un anno prima
aveva sfornato un assoluto capolavoro come "Stop The Bleeding"
promettendo un futuro glorioso e ricco di sorprese; è stata invece una
delusione sentire come da questo disco in poi le cose siano peggiorate,
e la sorprendente bravura dimostrata nel disco precedente sia
sostanzialmente diminuita.
Con "Psycho Surgery" si ha un thrash che come sound
ricorda leggermente il precedente lavoro, ma come costruzione se ne
distacca non poco, la voce non viene più presentata in falsetto, ma si
hanno momenti di clean (come già si era sentito) alternati a voce non
melodica che francamente non soddisfa granché l'ascolto; ciò che invece
modella il Cd dandogli quelle caratteristiche ricercabili è la presenza
di tecnica e riff molto interessanti e ben studiati, giri di thrash puro
cadenzati e spesso armomonizzati, come l'inizio di Broken
chromosomes, la composizione di A dog's breakfast,
Vital's fading oppure il pazzissimo strumentale
Viento borrascoso, nel quale spicca l'inevitabile bravura del
batterista Ted Kirkpatric. Altri buoni esempi sono Stereotaxic
atrocities, la quale si rivela forse il miglior episodio del
lotto a discapito della titletrack che pur offrendo spunti notevoli
lascia un po', come tutto il disco, dell'amaro in bocca a causa anche di
episodi gravi come Spineless dove clamorosamente tra giri
thrash spuntano parti rap che solo i Tourniquet si possono
permettere di inserire nelle canzoni senza essere scomunicati dal metal.
Per il resto non si ha niente di particolare, la tecnica
rimane e continua a soddisfare quel tanto che basta per riuscire a
inserire il disco nello stereo e premere play, ed è ancora più
spiacevole il fatto che piano piano il genere di questa band muti e si
proietti verso sperimentalismi strani e idee bizzarre che però non
soddisfano l'ascolto, ma offrono soltanto insiemi di riff montati e
buttati insieme in un pentolone, senza saper soddisfare l'orecchio con
delle canzoni vere e proprie. Resta quindi il nome della band a dare
valore a questo disco, perchè va riconosciuto che i Tourniquet
sono pur sempre i Tourniquet, e anche se musicalmente dopo il
primo lavoro si sono persi per strada sono comunque importanti per il
movimento del metal cristiano.
Francesco Romeggini |