|
Prima di proporre la loro
alternativa white agli Slipknot, i famosi Demon Hunter
erano noti sotto il monicker di Training For Utopia, producendo
un metalcore contaminato dall’industrial…o forse un industrial
contaminato dal metalcore? Qualsiasi delle due opzioni è valida. I
Training For Utopia (o TFU come si fanno chiamare dai fan),
nella loro breve carriera, realizzeranno solamente un Ep ("The
Falling Cycle") e due album ("Plastic Soul Impalement" e "Throwing
A Wrench Into The American Music Machine"); l’ultimo nominato è
forse uno dei dischi più strani che abbia mai ascoltato. Dimenticate
tutto ciò che conoscete dei Demon Hunter, e preparatevi per un
disco che non scorderete facilmente.
Apre 50.000 Screaming TFU fans can't be wrong, pezzo
fortissimo, caotico, fastidioso, e masochistico, molte volte farà venir
voglia all’ascoltatore di saltarlo, pur mantenendo la sua attenzione con
vari passaggi mescolati e complessi. La seguente, White boy’s
burden, invece, è molto più industrial della precedente,
contenendo chitarre grezze e violente, e batterie sintetiche, nonché
passaggi molto ripetitivi ed ossessivi. Purtroppo però la parte
chitarristica risulta troppo semplice, ed annoia quasi subito. Si passa
alla brevissima (45 secondi) The state of Wyoming is worthless,
che fa più o meno da introduzione a Burt Reynolds vs. Godzilla,
molto più complessa delle precedenti, contenendo un bel ritmo, un buon
lavoro chitarristico, e delle lyrics molto decadenti, dichiarando
ossessivamente "My world is dead / Our world is dead". Tennessee
midget, la successiva, viene introdotta in modo violento, per
poi passare ad una sezione ritmica molto interessante, e poi vari
stacchetti e cambi di tempo; questo pezzo vi farà dubitare che i TFU
erano i Demon Hunter di oggi, in quanto è ben più complesso di
tutto ciò che il gruppo propone oggi. Appena concluso quello che è
facilmente indicabile come miglior brano del platter, si passa a
Everything, including the stars, is falling (baby), che
coglierebbe chiunque di sorpresa, dato che è composta solamente da una
chitarra acustica molto dolce e dal vocalist, Ryan Clark, che canta
melodicamente; sicuramente è un pezzo che poco c'entra col resto del
platter, ma è pur sempre buono. Si torna all’industrial con New
York City is overrated, che contiene un ritmo che farà venire a
chiunque la voglia di muoversi. Dopo qualche minuto la song esplode
aggressiva, raggiungendo il picco verso il finale, per poi concludere
nello stesso modo con cui è iniziata. Segue Dead signal 2000,
che inizia con un minuto di statica, per passare a sonorità oscure,
incentivate da vocals filtrate e chitarre ossessive di sottofondo. Apre
in modo molto strano invece The art of killing a copy machine,
molto lenta e, purtroppo, molto noiosa. Conclude l’album Seeing–eye
fruit bat, alquanto simile, per certi versi, alla opener, ma
tuttavia leggermente noiosetta dalla metà in avanti.
I Training For Utopia di sicuro non saranno mai un gruppo che
ascolteranno tutti, però nella loro breve carriera hanno offerto molto,
e pur se questo disco è molto grezzo, ha molto da offrire. Se siete fan
dei Demon Hunter consiglio di procurarvi questo album al più
presto, e se siete fan dell'industrial grezzo e violento o del metalcore
con influenze industrial, questo Cd fa per voi.
Christopher Warman
|