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TREASURE SEEKER
A Tribute To The Past
power
1998 - Treasure Hunt Records
(Germania)
n.d.

 

Nomi noti per questi Treasure Seeker, a partire dal singer Olaf Hayer già ai microfoni in altre band christian metal, quali Lord Byron e Chryztyne, ma soprattutto più noto al pubblico negli ultimi anni per essere il cantante del gruppo di Luca Turilli e frontman dei Dionysus, Magic Kingdom, Symphonity e guest negli Aina. Oltre a lui, presenti anche Andy Gutjahr, William Hieb, rispettivamente ex chitarra e basso nei Seventh Avenue e infine Marc Piras (chitarra) e Danilo Batdorf (batteria). E’ evidente che leggendo questi nomi ci si aspetta che il disco contenga un metal suonato in maniera impeccabile e professionale. "A Tribute To The Past" è  full-length di dieci tracce di cui nove sono cover di altrettante christian band che hanno dato origine al white metal o che ne hanno fatto la storia, il tutto riproposto in chiave power.

Si parte con la title-track A tribute to the past, puro power teutonico, veloce e granitico come Blind Guardian ed Helloween insegnano. E’ l’unica traccia scritta dal gruppo, che spiega attraverso le sue lyrics le caratteristiche di questo tributo al passato: "We're here to find the best, it's a Tribute to the past / The sound will ever last, it's a Tribute to the past / We didn't live in those days / But we pray the same prayers / It's a Tribute to the past". La prima cover è Too late for living dei Saint, dove le rivisitazioni power e qualche piccola variazione nel riffing, la rendono addirittura più coinvolgente dell’originale. Si passa poi a To hell with the devil degli Stryper, e seppure le qualità canore di Olaf Hayer sono innegabili, Michael Sweet è un’altra cosa, assolutamente impareggiabile. E’ opportuno comunque sottolineare che si tratta di un’esecuzione ottima, ma l’inevitabile confronto con Sweet e compagni è difficile da reggere. La terza traccia è Flames of fire, dei Leviticus, un brano molto importante per me, dato che è stato uno tra i primi che mi hanno fatto avvicinare al mondo white metal, sono quindi partito con un orecchio già prevenuto prima di ascoltare cosa i Treasure Seeker fossero in grado di offrire. Mi sono dovuto ricredere, la cover è estremamente fedele all’originale e questa volta il confronto del frontman dei Treasure Seeker con Bjorn Stigsson finisce in parità. Arriva poi il momento di uno dei cavalli di battaglia di Bloodgood, ovvero Out of darkness, e per quanto riguarda "A Tribute To The Past" è forse la cover meglio riuscita, i riff proposti in chiave power sono perfetti, mentre è superlativo il cantato di Hayer. A questa segue l’altrettanto ottima Silent screams dei Rez, meglio conosciuti come Resurrection Band, che insieme ai Jerusalem gettarono le basi per quello che sarebbe poi diventato il white metal. Non poteva perciò mancare anche Rebels of Jesus Christ (Jerusalem), dove la versione dei Treasure Seeker risulta ovviamente più veloce aggressiva. Si passa poi all’heavy metal più classico con Warrior of light dei britannici Force 3. Ammetto di non conoscere questa band, ma il pezzo del nostro combo teutonico è davvero suonato in maniera magistrale. Se volete invece una cavalcata da headbanging furioso, e sentire tutta l’estensione vocale di Olaf Hayer (incredibili gli acuti che tira fuori nel finale), ecco l’epica Heroes dei Bride, anche questa molto fedele all’originale. Il disco si conclude con Meet again dei connazionali Creed, power melodico con un lungo assolo di chitarra e refrain iper-solare, davvero perfetto per chiudere questo tributo ai grandi del passato.

In conclusione, il mio giudizio non può che essere ottimo, i Treasure Seeker sanno cosa vuol dire fare metal e in ogni brano si sente la loro professionalità. Resta però l’amaro in bocca per il fatto che questo del 1998 è l’unico full-length prodotto, e sarei curioso di sentire pezzi scritti da loro, non solo le cover. Ma per ora possiamo sentirci più che soddisfatti. Un album per tutti gli amati del metal classico.

Daniele Fuligno

VOTO

90

 

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