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Nel
2005 gli Haste The Day escono con "When Everything Falls",
ultimo album con vocalist Jimmy Ryan.
Dopo aver lasciato il gruppo, quasi immediatamente
Jimmy fonderà un nuovo progetto di nome Trenches. Il sound di
questo gruppo è totalmente diverso dagli
Haste The Day, e quando dico totalmente, intendo TOTALMENTE. Del
suono metalcore/swedecore degli
Haste The Day è rimasto poco e nulla, sostituito da sonorità
sludge, post-metal, ambient, ed experimental. Anche le vocals sono
mutate in qualcosa di più tagliente e violento.
"The Tide Will Swallow Us Whole"
apre con la bellissima Pathways, molto post-metal, con
sonorità simili a quelle dei visionari Callisto. Come
introduzione all’album è formidabile, con un riff di chitarra che fa
sognare e vocals che prendono e non mollano, specialmente nel finale, in
cui sono pulite e melodiche. Sacrament, la seguente, apre
più aggressiva dell’opener ed è maggiormente sullo sludge, ritenendo
però quel colorito grigiastro del post-metal e quella bellissima
monotonia dello shoegaze. Calling, invece, è la song più
violenta, con le vocals più accattivanti di tutto il platter, mentre
Eyes open calma un po’ il disco, per poi riprendere violenza
e introdurre la bellissima Trip the landmine. Questo brano
è spettacolare, con riff mozzafiato e vocals urlate, melodiche ed
anti-melodiche, e va a dividere il disco a metà, mostrando probabilmente
i migliori arrangiamenti di tutto il disco. Con toni ambient
Bittersweet ne apre la seconda metà. Traccia molto grigia,
inizia calma con vocals pulite e quella monotonia shoegaze che
personalmente bramavo da tanto tempo, per poi esploderti in faccia e pur
facendo male la rivuoi ancora, ricevendola a tutta forza nel finale. Con
Call it correct si torna al puro post-metal, melodico,
mentre con End si va verso il sludge aggressivo,
probabilmente il pezzo maggiormente orecchiabile del platter. Sullo
stessa nota di
End
proseguiamo con Ocean, che chiude passando da sludge a
post-metal, e da post-metal a una specie di metalcore, e di lì di nuovo
allo sludge. Conclude il Cd Cornered, aggressiva per poi
passare all’anti melodico, mentre musicalmente è un ottimo post-metal
con bellissime sonorità ambient che porteranno, dall'ottavo minuto in
avanti, l’ascoltatore in mondi inesplorati ed oscuri.
I Trenches
segnano il ritorno di Jimmy Ryan...e che ritorno! L’album è un
raffinatissimo lavoro, realizzato in modo curatissimo ed attento al
dettaglio. Ogni pezzo, pur rimanendo sul post-metal, si differenzia
l’uno dall’altro, anche minimamente. Se devo trovargli un difetto è la
difficoltà nel classificarlo, essendo, oltre che post-hardcore, sia
post-metal che sludge. Ma forse questo è un bene, cosi diverse tipologie
di fan potranno apprezzare questa magnifica opera. A braccia aperte
accogliamo i nuovi arrivati: benvenuti Trenches!
Christopher Warman |