|
Era il marzo del 1984, quando Eric Wagner e compagni sfornarono questo
piccolo gioiello del christian metal, diventato ormai simbolo e marchio
di fabbrica dei Trouble, storica band con un sound molto particolare,
parecchio influenzato dai primi Black Sabbath e da una spiccata vena
heavy, strada percorsa fino al loro album omonimo del 1990, per
dedicarsi poi ad un sound più marcatamente stoner rock.
L'album inizia con una decadente e cupissima The Tempter, dove vediamo
una particolare presenza della doppia chitarra a fare da padrona in
ritmi cadenzati e cambi di tempo tipici di tutto l'album. Dopo questa
prima traccia si passa ad Assassin, dal ritmo molto più
veloce e di impatto, dove Franklin e Wartell fanno del loro meglio nel
dare all'intero brano un'atmosfera molto più violenta del solito,
sulla base di una composizione ritmica davvero notevole. Victim of
the insane ha inizio con un approccio più
epico e decadente dove le capacità vocali di Wagner raggiungono il
massimo dell'esposizione, il tutto seguito da varie parti strumentali e
assoli di chitarra da brivido.
Si passa poi a tracce che si mantengono su questo schema di sbalzo
ritmico, alternando tecnica e epicità in un modo quasi perfetto, dove
proprio da questi particolari si possono facilmente intuire le tematiche
del lavoro, trattanti appunto una religiosità molto turbata e cupa,
pervasa da quel senso di rivolta nei confronti della società e del Male.
Questa tematica è accentuata parecchio nelle tracce seguenti e in modo
particolare in Bastards will pay e Fall of Lucifer, probabilmente le
tracce più heavy e intense dell'intero album.
Procedendo verso la title track, vediamo che essa è anticipata da una
particolare traccia strumentale, Endtime, dove la tecnica e la melodia
raggiungono il massimo splendore, ed è proprio grazie a questi
"preparativi" che si giunge alla title track, forse la più bella del
Cd, dove vediamo la rappresentazione in lyrics tutto l'amore di Dio e la
Sua grandezza, in una struttura lirica che ricorda quella di una
preghiera. L'ultima song è una cover dei Cream capeggiati dal famoso Clapton,
Tales of brave Ulysses, una canzone molto psichedelica che risente molto
dell'influenza blues tipica dei Cream stessi.
L'intero lavoro è quindi pervaso da un'atmosfera cupa e a dir poco
"epica" e le tematiche trattate reggono il gioco al tema dell'intero
progetto - in totale contrapposizione al periodo al quale appartiene
questo fantastico disco - che può essere considerato il loro migliore e un "must have" per comprendere alla perfezione una cristianità
turbolenta tipica della personalità di Wagner, che è riuscito
magistralmente a rendere il tutto molto più comprensibile grazie a
lyrics molto evocative.
Nell'artwork si può notare la citazione "The Lord will be a refuge for
the oppressed, a refuge in time of Trouble." Psalm 9:9 (tradotto: Il Signore
sarà un rifugio sicuro per l'oppresso, un rifugio sicuro in tempo
d'angoscia), ed è proprio questo il messaggio che i Trouble vogliono
mandare ai loro ascoltatori, che è ben compreso e sentito all'interno di
questo piccolo capolavoro.
Vincenzo La Manna
|