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TROUBLE
The Skull
 
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Run To The Light
 
TROUBLE
Trouble
 
 

 

TROUBLE
Psalm 9
doom
1984 - Metal Blade Records / 2006 - Escapi Music
(USA)
www.myspace.com/troublechicago

 

Era il marzo del 1984, quando Eric Wagner e compagni sfornarono questo piccolo gioiello del christian metal, diventato ormai simbolo e marchio di fabbrica dei Trouble, storica band con un sound molto particolare, parecchio influenzato dai primi Black Sabbath e da una spiccata vena heavy, strada percorsa fino al loro album omonimo del 1990, per dedicarsi poi ad un sound più marcatamente stoner rock.

L'album inizia con una decadente e cupissima The Tempter, dove vediamo una particolare presenza della doppia chitarra a fare da padrona in ritmi cadenzati e cambi di tempo tipici di tutto l'album. Dopo questa prima traccia si passa ad Assassin, dal ritmo molto più veloce e di impatto, dove Franklin e Wartell fanno del loro meglio nel dare all'intero brano un'atmosfera molto più violenta del solito, sulla base di una composizione ritmica davvero notevole. Victim of the insane ha inizio con un approccio più epico e decadente dove le capacità vocali di Wagner raggiungono il massimo dell'esposizione, il tutto seguito da varie parti strumentali e assoli di chitarra da brivido. Si passa poi a tracce che si mantengono su questo schema di sbalzo ritmico, alternando tecnica e epicità in un modo quasi perfetto, dove proprio da questi particolari si possono facilmente intuire le tematiche del lavoro, trattanti appunto una religiosità molto turbata e cupa, pervasa da quel senso di rivolta nei confronti della società e del Male. Questa tematica è accentuata parecchio nelle tracce seguenti e in modo particolare in Bastards will pay e Fall of Lucifer, probabilmente le tracce più heavy e intense dell'intero album. Procedendo verso la title track, vediamo che essa è anticipata da una particolare traccia strumentale, Endtime, dove la tecnica e la melodia raggiungono il massimo splendore, ed è proprio grazie a questi "preparativi" che si giunge alla title track, forse la più bella del Cd, dove vediamo la rappresentazione in lyrics tutto l'amore di Dio e la Sua grandezza, in una struttura lirica che ricorda quella di una preghiera. L'ultima song è una cover dei Cream capeggiati dal famoso Clapton, Tales of brave Ulysses, una canzone molto psichedelica che risente molto dell'influenza blues tipica dei Cream stessi.

L'intero lavoro è quindi pervaso da un'atmosfera cupa e a dir poco "epica" e le tematiche trattate reggono il gioco al tema dell'intero progetto - in totale contrapposizione al periodo al quale appartiene questo fantastico disco - che può essere considerato il loro migliore e un "must have" per comprendere alla perfezione una cristianità turbolenta tipica della personalità di Wagner, che è riuscito magistralmente a rendere il tutto molto più comprensibile grazie a lyrics molto evocative. Nell'artwork si può notare la citazione "The Lord will be a refuge for the oppressed, a refuge in time of Trouble." Psalm 9:9 (tradotto: Il Signore sarà un rifugio sicuro per l'oppresso, un rifugio sicuro in tempo d'angoscia), ed è proprio questo il messaggio che i Trouble vogliono mandare ai loro ascoltatori, che è ben compreso e sentito all'interno di questo piccolo capolavoro.

Vincenzo La Manna

VOTO

93

 

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