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TROUBLE
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The Skull
 
TROUBLE
Trouble
 
 

 

TROUBLE
Run To The Light
doom
1987 - Metal Blade Records
(USA)
www.myspace.com/troublechicago

 

Giugno 1987, i Trouble pubblicano "Run To The Light", il predecessore di "Trouble", l’ultimo full-length dalla liriche esplicitamente cristiane. Anche "Run To The Light" è caratterizzato da un doom old school, che affianca alle melodie decadenti anche l’aggressività e la velocità dell’heavy più classico. Tutte queste caratteristiche appaiono subito evidenti fin dall’opener The mysery shows, un pezzo che fonde le cavalcate alla Iron Maiden ad un riffing cupo. Molto passionale il singer Eric Wagner, una caratteristica da non trascurare per un genere come questo.

Thinking of the past inizia con un solo di chitarra in pieno stile hard rock, poi è un continuo alternarsi di accelerazioni e rallentamenti che danno quel tocco ombroso. Molto bello lo psichedelico assolo finale. La terza traccia, Borrowed time, è cupa fin dalle prime battute (la chitarra suona anche una notissima marcia funebre), atmosfera che rimane dell’inizio alla fine, grazie ai ritmi cadenzati e al refrain decadente. Dopo tutta questa oscurità leggiamo il titolo del brano successivo, la title-track Run to the ligth. Chissà, forse presenterà elementi opposti alla precedente. E in effetti per i primi due minuti sembra che sia così, ma poi tornano i ritmi lenti a far da colonna portante per gli arpeggi di chitarra acustica, ma le chitarre elettriche torneranno ancora solo nel refrain. Da evidenziare le lyrics: "My soul is troubled / I`m afraid of the darkness / Afraid of myself / And sometimes, I don`t know where I`m going / But when I die, I know I will find my way / In the light, is our salvation / Pain is just a memory". Se siete amanti invece dello shredding, allora Peace of mind farà per voi: tanto spazio ai tecnicismi di chitarra a scapito di una struttura compositiva sicuramente migliorabile. Comunque rimane lo stesso un ottimo brano. Born in a prison è una traccia perlopiù veloce, anche molto thrash oriented nel finale, mentre Tuesday’s child è in perfetto stile Black Sabbath. Tra i classici cambi di velocità, l’album si conclude con la psichedelica The beginning, forse il brano peggiore dell’album.

Senza ombra di dubbio questo full-length è davvero buono, ma d’altronde, con una band come i Trouble c’era da aspettarselo. Fatelo vostro se siete amanti del doom old school misto all’heavy in stile Black Sabbath; vi piacerà.

Daniele Fuligno

VOTO

82

 

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