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TROUBLE
Psalm 9
 
TROUBLE
Run To The Light
 
TROUBLE
Trouble
 
 

 

TROUBLE
The Skull
doom
1985 - Metal Blade Records / 2006 - Escapi Music
(USA)
www.myspace.com/troublechicago

 

I Trouble proseguono il loro cammino di christian band pubblicando nel 1985 "The Skull", il secondo disco che sarà anche uno degli ultimi fatti con l'intento di professare la propria fede cristiana. Come nella loro iniziale presentazione chiamata "Psalm 9", la band propone un heavy-doom, molto grezzo e old school, ma allo stesso tempo lento e cupo come propone il classico doom metal: si parla quindi di un mescolare lo stile dei tenebrosi Black Sabbath alle doppie chitarre dei Judas Priest, e l'esperimento è comunque ben riuscito.

I sette brani che compongono il disco sono una continua partenza energica subito placata da rallentamenti ritmici e da stoppati. Pray for the dead  apre infatti le danze con un solo di chitarra che si ferma subito davanti a uno stop musicale che si riprende grazie a una armonizzazione di doppie chitarre; Fear no evil sembrerebbe un heavy molto più energico e veloce, ma non mancano assolutamente i rallentamenti doom che rendono l'atmosfera musicale cupa e ombrosa come in ogni brano di questa band. Il terzo pezzo si chiama The wish ed è una specie di ballad doom-heavy di 11:36 minuti nel già descritto malinconico stile; si prosegue con The truth is, what is  su una melodia leggermente più vivace e allegra. Wickedness of man ha forse le migliori caratteristiche musicali incorporate, una bella introduzione costruita da un giro di batteria al quale si aggiungono prima basso e poi chitarra: si passa secondariamente a un discreto giro melodico costruito con le doppie chitarre armonizzate veramente niente male, come d'altronde sarà lo sviluppo della canzone più avanti. A chiudere il disco ci pensano prima Gideon, ovvero un heavy abbastanza veloce, e poi la ballad title-track, della quale va citato il bellissimo testo, che rappresenta un po' il significato di tutto il Cd (copertina compresa), e che parla appunto della crocifissione di Gesù sul Golghota descrivendone l'elevata importanza per gli uomini: "This is my blood, my sacrifice for you, / this is my blood, which shall be shed for your sins / Christ have mercy for those who walk in darkness, / Christ have mercy and for all of you, / Christ will come again"; testo non da meno dell'evoluzione melodica che dà prova di discrete qualità compositive, oltre ad un cantato energico e acuto molto apprezzabile.

Che questo sia un disco apprezzabile non ci sono dubbi, ma è altrettanto vero che buona parte del suo valore dipende dal periodo storico in cui è stato realizzato; "The Skull" è quindi, in definitiva, un pezzo di storia per il christian metal.

Francesco Romeggini

VOTO

78

 

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