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I Trouble
proseguono il loro cammino di christian band pubblicando nel 1985
"The Skull", il secondo disco che sarà anche uno degli ultimi fatti
con l'intento di professare la propria fede cristiana. Come nella loro
iniziale presentazione chiamata "Psalm 9", la band propone un
heavy-doom, molto grezzo e old school, ma allo stesso tempo lento e cupo
come propone il classico doom metal: si parla quindi di un mescolare lo
stile dei tenebrosi Black Sabbath alle doppie chitarre dei
Judas Priest, e l'esperimento è comunque ben riuscito.
I sette brani che
compongono il disco sono una continua partenza energica subito placata
da rallentamenti ritmici e da stoppati. Pray for the dead
apre infatti
le danze con un solo di chitarra che si ferma subito davanti a uno stop
musicale che si riprende grazie a una armonizzazione di doppie chitarre;
Fear no evil
sembrerebbe un
heavy molto più energico e veloce, ma non mancano assolutamente i
rallentamenti doom che rendono l'atmosfera musicale cupa e ombrosa come
in ogni brano di questa band. Il terzo pezzo si chiama The
wish ed è
una specie di ballad doom-heavy di 11:36 minuti nel già descritto
malinconico stile; si prosegue con The truth is, what is
su una
melodia leggermente più vivace e allegra. Wickedness of man
ha forse le migliori caratteristiche musicali incorporate, una bella
introduzione costruita da un giro di batteria al quale si aggiungono
prima basso e poi chitarra: si passa secondariamente a un discreto giro
melodico costruito con le doppie chitarre armonizzate veramente niente
male, come d'altronde sarà lo sviluppo della canzone più avanti. A
chiudere il disco ci pensano prima Gideon,
ovvero un heavy abbastanza veloce, e poi la ballad title-track, della
quale va citato il bellissimo testo, che rappresenta un po' il
significato di tutto il Cd (copertina compresa), e che parla appunto
della crocifissione di Gesù sul Golghota descrivendone l'elevata
importanza per gli uomini: "This is my blood, my sacrifice for you, /
this is my blood, which shall be shed for your sins / Christ have mercy
for those who walk in darkness, / Christ have mercy and for all of you,
/ Christ will come again"; testo non da meno dell'evoluzione melodica
che dà prova di discrete qualità compositive, oltre ad un cantato
energico e acuto molto apprezzabile.
Che questo sia un
disco apprezzabile non ci sono dubbi, ma è altrettanto vero che buona
parte del suo valore dipende dal periodo storico in cui è stato
realizzato; "The Skull" è quindi, in definitiva, un pezzo di
storia per il christian metal.
Francesco Romeggini |