|
L'asfissiante angoscia che emergendo dalle voragini
esistenziali sa generare il doom metal è esperienza non di mero sofismo
accademico o di autoprotettiva proiezione amplificata, ma realissimo
dramma vissuto nel caso di Zarko Atanasov, ragazzo macedone che la morte
non solo l'ha vista dritta in faccia scappucciata, ma ne ha anche
assaggiato sul proprio corpo l'affilatissima lama della falce. Un
devastante tumore maligno, l'inquietudine, il dolore atroce dei cicli di
chemio, la fede viva, la speranza che stupisce fino a spingere alla
conversione delle persone vicine, la mano di Dio che mai abbandona i
propri figli diletti, la salvezza, ed infine la testimonianza
(commovente, potete leggerla
qui). Il
nostro sta ora lavorando alla traslazione musicale di quella sua notte
plumbea, di quel suo tragico gorgo di dolore, nel progetto My Darkest
Time, ma intanto con i True Wisdom rende omaggio all'antico
libro sacro che gli fornì l'appiglio per sperare contro ogni speranza:
"Ecclesiastes 7:2" è un Ep che rappresenta il debut di questa one man
band, lavoro solo strumentale di doom catartico con puntate funeral ma
anche parentesi luminose, di oscure sentenze ma anche di accoglienti
distese in cui splende, o meglio, si fa intravedere la luce.
True wisdom: percussioni solenni,
epicità cimiteriale, riff acustici e piano vanno a creare un down tempo
in stile Skepticism che si lascia andare a tentazioni oniriche e
si abbandona a derive che tra synth e tastiere cullano e proiettano in
altre dimensioni percettive. La teatralità di questa coinvolgente
traccia è garantita dalla varietà del drumming, dalle sinfonie che
ascendono alla sublime visione del bagliore accecante in fondo al
tunnel, ove tutto si fa più mistico, le ombre si dissolvono e la pace
avvolge, ma presto si torna al reale con un crudo stacco di fine song:
non è ancora il momento della visione di Dio, c'è ancora da affrontare
il mondo. Ecclesiastes è aperta e chiusa da dark ambient
in cui il vento che spira smuove una campana tanto da farla rintoccare:
alternanza di secchi e riverberanti colpi di cassa e sinfonie
costituiranno il corpo del brano, arricchito di passaggi minimali e mood
mediorientaleggianti. Rade plettrate ed un synth parafuturistico su
tappeto sinfonico per l'attacco della terza ...vexation of spirit,
song di epicità trabordante prima, di mero funeral poi, almeno fino al
sopraggiungere della presenza divina che si tange per mezzo di una
ammaliante linea melodica di disarmante bellezza. In memoriam
è una lentissima, trascinata, straziata marcia funebre che impone un
trip gotico volto alla riflessione, all'introspezione, al silenzio del
dolore nel quale, solo, si può udire la voce di Dio.
"È meglio andare in una casa in pianto che andare
in una casa in festa; perché quella è la fine d'ogni uomo. È preferibile
la mestizia al riso, perché sotto un triste aspetto il cuore è felice.
Il cuore dei saggi è in una casa in lutto e il cuore degli stolti in una
casa in festa". Ciò recitano i primi versetti del settimo capitolo dell'Ecclesiaste
che Zarko riporta, è questo quindi il messaggio che lo straordinario
ragazzo vuole testimoniare, ovvero che il dolore salva, che Cristo ha
redento immolandosi, che non c'è cristianesimo senza croce, ma anche che
è lecito manifestare il dolore. "Ecclesiastes 7:2", quattro tracce
per ben 35 afoni minuti di affascinante doom metal, è musicalmente degno
di nota seppur a tratti ingenuo e di non costante efficacia, ma
principalmente questo è un lavoro cristianamente toccante. Il download
dei pezzi è gratuito, quindi se è la decadenza che pervade il vostro
essere non perdete un secondo: scaricatelo, chiudete la finestra,
ascoltatelo, abbandonatevi turbandovi alle sue funeree cadenze e
riaprendo le ante per un istante vi meraviglierete che in questo mondo
possa a volte anche risplendere il sole.
Vaake
|