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TYRANT
Legions Of The Dead
heavy
1985 - Metal Blade Records / 2006 - Old Metal Records
(USA)
www.members.tripod.com/~tyrantslegions

 

Tra le ormai defunte band christian metal degli anni '80-'90 spiccano i Tyrant, senza dubbio un gruppo importante per il settore. I californiani suonano un heavy metal classico che ricorda lontanamente lo stile adoperato nel primo disco dagli Iron Maiden, e in "Legions Of The Dead" dimostrano di avere grandi capacità e di saper proporre molto bene questo genere. Avendo rilasciato solo un Ep tre anni prima, i Tyrant pubblicano questo album nel 1985 e si presentano con Glen May alla voce, Rocky Rockwell alla chitarra, Greg May al basso e Rob Roy alla batteria; senza dubbio la mancanza di una seconda chitarra si sente, cosa che nel vero heavy tradizionale sarebbe fondamentale ma va bene così, perchè se chiudiamo un occhio sulla mancanza dei giochetti fatti con le doppie chitarre non possiamo dire assolutamente che questo disco sia male.

Warriors of metal apre il Cd con un giro armonico classico per l'heavy metal (sia per la tonalità che per la successione melodica), ed è una caratteristica che molto accomuna un po' tutti i brani del disco che, ad eccezione della traccia numero due Fall into the hands of evil, prevedono una costruzione melodica molto lineare, passata la terza canzone del disco detta The battle of Armageddon si arriva alla titletrack, ed è necessario soffermarsi ad analizzarla per la sua bellezza: un giro di chitarra classica introduce quella che sembrerebbe una ballad dalla melodia pienamente maideniana, ma è solo un'introduzione che lascia il posto a una schitarrata e ad un heavy in piena regola costruito veramente con ingegno. La successiva Tyrant's revelation è un parlato accompagnato da suoni di campane creando un'atmosfera pienamente medioevale; si passa quindi a Listen to the preacher (belle le lyrics che parlano di ascoltare il predicatore di Dio e di non prendere il marchio della bestia: "Listen to the preacher, / don't turn your back on him / Listen to the preacher, / he's the only hope we've got / this demon, this tool of Satan / We must see him we can't be blind, / people will follow with blind ambition / They will take his mark / and lose their mind), Knight of darkness e Thru the night, ovvero altri tre pezzi heavy in piena regola che lasciano successivamente il posto alla più lenta e pacata Sacrifice.

A chiudere questo disco ci pensa una cavalcata chiamata Time is running low che conferma per la decima volta le grandi capacità di questa band, che non spicca troppo tra i gruppi della storia del christian metal, ma che è comunque assolutamente da consigliare per tutti gli amanti del buon vecchio heavy tradizionale.

Francesco Romeggini

VOTO

78

 

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