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Arriva anche per questi
christian thrashers statunitensi il momento di pubblicare un album di
cover, pratica oramai molto comune nel mondo metal. Sono molte infatti
le bands che hanno dedicato e continuano a dedicare interi dischi per
omaggiare i loro artisti preferiti, coloro che hanno giocato un ruolo
importante a livello di influenza per la propria band o che
semplicemente hanno accompagnato i più bei momenti musicali della
propria vita. Gli Ultimatum ci provano con questo "Lex Metalis".
Dopo una carriera che fino ad ora non ha fatto registrare grossi picchi,
ma che comunque va avanti dal 1992 in maniera dignitosa e dedicata
all’insegna del thrash metal più tradizionalista, questa formazione ci
regala tredici cover che omaggiano artisti fondamentali non solo per gli
Ultimatum credo, ma per il mondo dell’heavy metal in generale.
Dando uno sguardo anche veloce alla tracklist non possiamo fare a meno
di notare come ci siano nomi che hanno giocato un ruolo di primo piano
nello sviluppo del nostro genere musicale preferito: Metal Church,
Twisted Sister, Metallica, Megadeth, Overkill,
Iron Maiden, Judas Priest, Quiet Riot, Saxon,
Motorhead…e non solo! Insomma avrete capito che qui dentro si
omaggia il meglio, si omaggiano le basi, si omaggia quello da cui tutto
è partito e che poi si è sviluppato.
Gli Ultimatum sono sempre stati una buona band, ma purtroppo si
sono portati appresso sin dai loro inizi qualche limite vistoso; in
primis, a mio avviso, la voce del singer Scott Waters, non bruttissima e
volendo anche caratteristica, un po’ come potrebbe essere quella di un
Bobby “Blitz” Ellsworth degli stessi Overkill (qui rivisitati con
la buona Powersurge), ma tuttavia poco incisiva e
monocorde. Infatti è con dispiacere che devo evidenziare il fatto che,
ascoltando questo disco, mi viene facile pensare che, con un cantante
più dotato, i Nostri avrebbero potuto davvero mettere a segno un disco
di cover impeccabile, dato che la scaletta è quasi da urlo, la prova
degli altri musicisti è davvero encomiabile e la produzione è
decisamente di buon livello, “antica” ma cristallina. Prendendo ad
esempio alcune tra le cover che più mi sono piaciute, quali
Creeping death (Metallica), Ton of bricks (Metal
Church), Iron fist (Motorhead),
Powersurge (Overkill) e la mitica Wrathchild
(non ve lo dico di chi è, cambiate genere se non lo sapete!),
infatti la sensazione è proprio quella che accennavo: ottima esecuzione
strumentale/scadente prestazione vocale. Tuttavia questo è un limite che
viene fuori in maniera ancora maggiore in questo caso specifico, perché
quando si decide di confrontarsi con brani di altri, ed in questo caso
con brani che hanno fatto scuola e che sono insuperabili da chiunque,
non è mai facile reggere il paragone, e in un certo senso gli
Ultimatum da una parte hanno perso il confronto coi maestri, ma
dall’altro lato vanno infinitamente elogiati per la loro coerente
ammirazione e gratitudine verso formazioni che tutti dovrebbero sempre
ricordare. Inoltre la scelta dei brani a mio avviso è ottima, quindi
altro punto a favore.
Tuttavia questo disco, tolti
piccoli dettagli che sarebbero potuti essere migliorabili, si lascia
ascoltare con molto piacere e fa provare un senso di nostalgia a coloro
che vantano almeno due decenni di vero metal sul groppone. Inoltre
sarebbe anche utile far dare almeno un paio di ascolti di "Lex
Metalis" a tanti giovani ascoltatori di metal attuali, i quali non
capiscono/ignorano/vogliono ignorare da cosa è partito tutto. E’ per
questo, quindi, che complessivamente la mia valutazione per questo album
è discreta, ma se avessi dovuto dare un voto al gusto nello scegliere le
cover sarei stato ancora più "largo di manica". Che ci volete fare, sono
un inguaribile nostalgico…E me ne vanto.
"Infected"
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