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ULTIMATUM
Symphonic Extremities
thrash
1995 - Juke Box Media
(USA)
www.myspace.com/ultimatummetal

 

Gli Ultimatum sono una thrash metal band dal New Messico di discreta fama per quel che riguarda il chiristian metal americano. È nata nel 1992 dai due chitarristi Robert Gutierrez e Steve Trujillo, i quali dopo tentate release, audizioni in cerca di componenti e esibizioni in scalcinati locali si presentano nel 1995 sulla scena con "Symphonic Extremities", Lp che prevede una lineup ufficiale formata dai due già citati axemen, Tom Michael al basso, Mike Lynch dietro i tamburi e Scott Waters al microfono. La pubblicazione iniziale era selfproduction, ne vennero realizzate e distribuite solamente 550 copie su cassetta, ma successivamente grazie anche all'aiuto di mixaggio da parte di Rex Carrol (per chi non lo conoscesse è il virtuosissimo guitar hero al tempo militante nei Whitecross) si ebbe una ridistribuzione dell'album anche su disco, e in più larga scala.

La caratteristica degli Ultimatum è quella di suonare tempi medi su riff metallari classici adornati da assoletti; ed è un dato di fatto che questi musicisti manchino un po' di fantasia di songwriting, i brani sono sempre un poco ripetitivi, e sentire undici pezzi costruiti con riff che suonano melodicamente quasi tutti uguali non è proprio il massimo. Sta di fatto che comunque pezzi con personalità ci sono e pur essendo tutti un simili, i brani offrono episodi interessanti tipo The killing fields (forse il migliore del disco), Darkest void o la ballad-thrash The grip, che rompe un po' la monotonia di schitarrate grezze con una intro calma suonata da una clean guitar; da citare anche Megaton e la cult World of sin, che sarà rifatta anche nel successivo Lp "Puppet Of Destruction". Impeccabili sono le lyrics, nelle quali la band esplicitamente testimonia la propria fede (Device of death we will not be / we give an answer to Christ you see / hope enters in, Christ save my life, / I won’t give in, to Satan’s lies, / now there is Someone to hear my cries, / I’m a child of God and I don’t have to die) e mostra il proprio cristianesimo senza compromessi.

In linea di massima il disco soddisfa molto più se preso brano per brano piuttosto che all'ascolto completo, sia per la citata ripetitività del songwriting che per la poca fantasia espressa nella costruzione melodica dei pezzi, ed è un peccato che questa caratteristica accompagni il pathos della band anche nei successivi dischi. Non va comunque ritenuto un lavoro scarso, considerando anche che di thrash band melodiche il white metal non è affatto strapieno: oltre a "Stop The Bleeding" dei Tourniquet, "The World Hates Me" dei Boarders e i primi due album dei Deliverance, si hanno quasi solo album puntati sul thrash-death (vedi band come Believer, Living Sacrifice, Vengeance Rising), quindi rimane apprezzabile questo disco, anche perchè il mixaggio non è male e il vocalist Scott Waters peggiorerà le sue performance solo negli album successivi, non offrendo più quello che in questo disco è un singing molto più intonato e studiato.

Francesco Romeggini

VOTO

70

 

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