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Chiudete gli occhi, e immaginate voi stessi in un luogo che
vi ha sempre trasmesso quella pace e calma interiore che rende tutto
sfocato e lontano, lontano dalle passioni e dai sentimenti forti, eppure
così profondo e pieno di quel significato inafferrabile che renderebbe
tutto più facile… Tale è stata la mia sensazione dopo essere riuscita ad
assimilare ciò che probabilmente gli Undish volevano comunicare
con il loro terzo lavoro, "The Gift Of Flying", album che a mio
parere necessita di più ascolti per poter essere capito nella sua
completezza.
Le ben 14 tracce mi hanno condotta dolcemente attraverso un
paesaggio sonoro morbido e delicato, che si esprime al meglio nelle
melodie semplici ma sinuose delle ballate in stile rock, dove la voce
suadente e vellutata della vocalist corona i chiaroscuri melodici come
uno stormo che disegna incomprensibili e straordinari disegni in cielo,
al di sopra del paesaggio che amate da sempre. Un mare calmo, o una
landa verde e desolata, è questo il luogo dove la pacata serenità degli
Undish potrebbe riflettersi. Anche dove le sonorità si fanno più
violente, non ci troviamo mai su una scogliera in tempesta, dove le
nostre emozioni prenderebbero il sopravvento. Facile lasciarsi
trasportare attraverso questa realtà onirica, dove preghiere recitate su
un soffice letto di arpeggi acustici si alternano nella maniera più
semplice e naturale a pezzi strumentali più ritmati, dove la voce
diventa sposa dello stile, come un altro strumento che completa l’opera.
Anche i testi comunicano a mio avviso una serenità che era stata persa
ma che è stata ritrovata e riposta al sicuro sotto la grande e salda
ombra della vera Fede, in quello stato dove vorremmo che tutti potessero
capire e sentire quello in cui crediamo, e dove il divino circonda e
completa tutto come la presenza rassicurante e mai incombente
dell’orizzonte.
Inutile aggiungere commenti tecnici a un album la cui forza
risiede nelle ricche atmosfere e in ciò che di più astratto e
inafferrabile la musica può offrire; le emozioni sono quanto di più
soggettivo esista al mondo, ma spero che condividerete con me "il dono
di volare" attraverso la magia crepuscolare che tinge l’inconfondibile e
ricercato sound della band.
Francesca Pezza |