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V.A.
Moonlight Cathedral
gothic
2004 - Cold Fusion Music
(various)
n.d.

 

Nel 2004 la Cold Fusion Music fece uscire il primo episodio di una trilogia darkwave, goth rock, doom e dark ambient, raggruppando, insomma, quei generi sperimentali poco amati, per non dire disprezzati, dai cultori del metal estremo, ma che potrebbero senz’altro appassionare gli orecchi dei metallari più sofisticati. La compilation si apre con il progetto one-man-band di Jimmy P. Brown II (Deliverance) dal nome Fearful Symmetry; Lead us, la song contenuta in questo disco, ricorda moltissimo l’elettronica vecchio stampo, fine anni ’80; ovviamente sorprende per questo tipo di sperimentazione, ma le sorprese non sono finite! Con il progetto Wyrmwood The Legacy, in cui l’artista Aria Wyrm propone Voices, ci spostiamo verso l’elettro-punk: "Voices are screaming / demons in my head / twisting and turning / they wish I was dead", ma la voce di Dio, tutto ripara. Proseguiamo con gli storici The Awakening e la bellissima Martyr, in cui poesia e teatralità si mescolano in un sol connubio! Sulla stessa scia goth-rock, troviamo i The Last Dance con Whisper (dall’album "Whispers In Rage" del 2003), di cui abbiamo già recensito altro in passato; song gradevole senza voce sintetizzata. Passiamo a qualcosa di propriamente punk-oriented con i Dead Artist Syndrome e la loro famosa Christian america: secondo alcuni, il frontman Brian Healy è considerato il padre del christian goth.

Voltiamo pagina verso l’ambient-doom con un’altra one-man-band che attualmente ha anche cambiato nome passando da Visionaire a Ikarian, che qui propone Fragmented. Con molto piacere troviamo i polacchi Undish con Letter no. 4 dall’album "Letters From The Earth": "From common sense that looking up / to lofty aims has crushed a primrose in a garden, / save me my Lord", puro goth dalle influenze latine; la bellissima voce di Ada Szarata è delicata quanto ricca nelle note più basse, conferendo, insieme all’espressività del basso, un tocco di estremo down tempo. Con i finlandesi Paradoxx e la loro Vampyr (dall’album "Atomika") si torna al sound di apertura: una delle loro caratteristiche è quella di proporre un elettro goth positivo tanto nei testi, quanto nella musica. Verso il darkwave troviamo i Bridgeshadows con Computer dreams, della quale sottolineiamo il cattivo missaggio, visto che la voce è quasi del tutto sovrastata dal resto degli elementi. Con Creta e la sua Silence siamo invece alle prese con l’elettro-goth femminile dai tratti molto teatrali: curiosamente è il progetto è nato da un’idea del chitarrista dei The Last Dance. Stranissimo caso quello dei Veer Chasm, visto che nella loro You pt. 2; The chameleon's rise troviamo molto storner, poco gothic; song indicata agli amanti del basso elettrico.

Arrivati a questa song, chiedo la vostra collaborazione: immaginate un carillon impazzito, un cuore che batte regolare, delle voci di bambini in lontananza e la voce di Tara Vanflower ad organizzare il tutto, in questa sua opera prima This womb like liquid honey che si rivela come un nuovo modo di concepire il darkwave. Proseguiamo con i già da noi recensiti Grode, con Nedtegnet fra ensom virkelighet: song di grande impatto, trascinanti, aggressivi, sofferenti, gotici. Chiudono questa compilation i maestri Saviour Machine con The end of the age (dall’album "Legend III:I"), assolutamente unici! Una delle cose che più mi è piaciuta di quest’album è l’aver messo in evidenza la presenza di Dio anche in generi cosiddetti "oscuri". Ottimale è stata la scelta degli artisti. Consigliato.

Roberta Cannone

VOTO

80

 

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