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VENGEANCE RISING
Human Sacrifice
 
VENGEANCE RISING
Once Dead
 
 

 

VENGEANCE RISING
Destruction Comes
thrash
1991 - Intense Records
(USA)
www.myspace.com/youwillbow

 

"Destruction Comes" è il punto più basso della parabola discografia della importante thrash band statunitense che veniva dal capolavoro "Human Sacrifice" e dal buonissimo "Once Dead". "Released Upon The Earth" del 1992 ha poi risollevato leggermente il livello musicale del combo che però anni luce era ormai distante dalle due prime straordinarie releases. Dopo quell'ultimo lavoro la band si scioglierà anche per problemi legati col suo singer Roger Martinez che vieppiù si andava allontanando dalla fede cristiana sempre professata dal gruppo, per poi giungere con gli anni ad una totale apostasia nonché a farsi acerrimo nemico della cristianità, ateo militante e addirittura satanista nel suo lavoro solista, mai pubblicato, "Realms Of Blasphemy" del 2000. Sconcertante è l'odio anticristiano e la perversione morale ed esistenziale che attanaglia attualmente il bravo singer, potete verificarla nel suo blog ufficiale. Il resto della band pur segnata da questo incredibile evento ha trovato recentemente la forza di risorgere dalle proprie ceneri, così attualmente i 4/5 dell'antica formazione (indovinate chi è che manca...) hanno fondato, con il vocalist degli Ultimatum, gli Once Dead, nome scelto in ricordo dell'ultimo grande lavoro dei Vengance Rising.

L'album in questione è piuttosto piatto, poco convinto, poco sentito, senz'anima. Resta certo di non sgradevole ascolto dato che la qualità tecnica dei musicisti in questione è sempre alta, ed in particolare il livello degli incessanti solos è più che apprezzabile, ma le canzoni risultano troppo ripetitive nella struttura, e sono totalmente prive dei quella visceralità caratteristica che aveva marchiato i precedenti dischi, sintomo di una band in grave crisi interna, priva di feeling compositivo e non solo. Le lyrics però, nonostante tutto quello che bolliva in pentola, riescono ancora ad essere cristianissime (The time is coming, there'll be no delays / God has stretched out His hand that you might be saved / No reason is good enough to wait / Repent to God, don't hesitate! / The torment is coming, just a matter of dying / The peace in Christ's here and I'm not lying / Salvation God offers and you can't pay a dime / That's the gig, this is it, but there's one more line / The time is coming).

Quasi tutte le tracce si sviluppano aprendosi con riff profondi seguiti dal più classico thrash mai troppo veloce cantato in varie tonalità, da quelle più growl-oriented ad altre rauche fino alcune più pulite, con qualche sfumato cambio di ritmo ed una infinità di assoli, sempre molto tecnici, spesso lunghi, non sempre accattivanti, i migliori dei quali si trovano in The sword e He don't own nothing. You will bow ha di diverso passaggi più detonanti, molto ben accolti in tal contesto. La successiva Hyde under pressure è un gioco di un minutino. Le best songs sono l'interessante Countless corpses dal cantato growleggiante, molto possente, con alternanza di fasi lente e veloci, la seguente settima Thanatos, caratterizzata da oscuri riff e da cambi di ritmo netti farciti dai soliti infaticabili solos, ma soprattutto la conclusiva Raegoul: 6:51 minuti di oscurità doom con inserti horrorifici e voce tetra; bella davvero.

Non giudicate i Vengeance Rising da questo album: erano passati è vero soli tre anni dal clamoroso debut, ma la band ha cambiato line-up e perso totalmente la propria unità e la propria anima, così l'ispirazione viene da sé fosse compromessa; ma che si tratti di "veri" musicisti anche in "Destruction Comes" lo si intuisce.

Vaake

VOTO

66

 

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