Italian Christian Metal Website  -  Il sito italiano dedicato al Metallo Cristiano

Menu

 
 
Band Links
 
VENGEANCE RISING
Once Dead
 
VENGEANCE RISING
Destruction Comes
 
 

 

VENGEANCE RISING
Human Sacrifice
thrash
1989 - Intense Records
(USA)
www.myspace.com/youwillbow

 

Era passato un lustro dalla data che segna ufficiosamente la nascita del white metal, ossia il 1984, ed il movimento, attraverso le numerosissime band di AOR e hard'n'heavy su cui poteva contare, era divenuto un vero e proprio fenomeno di massa. Siamo dunque nell'ultima tornata degli eighties ed ecco che improvvisamente il white si apre anche ai generi estremi. Tre disconi di thrash/speed uscirono pressoché in contemporanea, e furono "Extraction From Mortality" dei Believer, "Deliverance" dei Deliverance, e questo "Human Sacrifice" dei Vengeance, che ben presto per motivi legati dovettero mutare il loro monicker in Vengeance Rising. L'anno successivo fu la volta del death, con "Break The Curse" degli australiani Mortification, ma questa è un'altra storia. I Vengeance Rising, statunitensi, hanno seguito, com'è ovvio che fosse, le orme dei pionieri del genere, Metallica, Slayer, Exodus e Megadeth, ma non lo hanno fatto in modo pedissequo bensì conferendo al sound un'impronta decisamente personale. Lo stile sonoro è da copione furioso e possente, però intriso di una corposa dose di sana follia, oltre che di una passione che trasuda e si fa palpabile ad ogni singola nota; la produzione è ottima e circa la tecnica ed il songwriting i nostri non hanno proprio nulla da invidiare a quelle celebrate band, quantomeno nella formazione che comporrà questo debut ed il successivo "Once Dead", dopo di che ci sarà un netto calo dovuto anche all'incredibile vicenda legata al singer e leader Roger Martinez, per la quale rimando alla recensione di "Destruction Comes". Larry Farkas e Doug Thieme alle chitarre, Roger Martin al basso ed il grande Glen Mancaruso ai drums: dopo un'abbondante decade di stop li ritroveremo tutti, eccetto ovviamente Martinez, nei nuovi (2004) Once Dead.

Attraverso delle lyrics senza compromesso alcuno nel loro essere cristocentriche ed improntate su violenti quanto cristiani concetti di "anti-Satan" e di "crush-evil", il disco si snoda per 37 minuti suddivisi in dodici episodi. Ad aprire è proprio la title-track con un turbinio di percussioni e chitarre, cui subentra il thrash sound, dirompente e ricco di pathos; in esso cogliamo con estremo piacere due caratteristiche che implementeranno esponenzialmente la grandezza del disco: la clamorosa capacità solistica dei due axemen e la coinvolgente voce del singer che non si ferma allo scontato roco ma si assesta invece su linee canore growleggiati. Burn parte di basso, il mood è teso, l'assolo è heavy: ben presto si inizia a picchiare ma con un mid-tempo che si concede pause e fa per lo più da proscenio allo sfogo delle mirabolanti ed isteriche visioni di Thieme e Farkas. Lodati i due chitarristi come non osannare l'esaltante drumming di Mancaruso? E lo facciamo citando il suo solo in apertura della terza Mulligan stew, traccia dalle chitarre ricche di enfasi, che si lascia sedurre persino da accenni melodici: protagoniste con l'andare diverranno però di nuovo le due funamboliche sei corde in pieno invasamento speed. Receive Him è una impressionante sfuriata di soli 3 secondi!, cui seguono in I love hating evil delicati riff ed atmosfere sintetiche che vanno a generare ambientazioni al confine del doom gotico, questo almeno finché una rullatona cambia totalmente registro e la rabbia strumentale è imbrigliata solo da rallentamenti e proclami. Altro preludio in drumming solo per la sesta Fatal delay.

Favoloso senza mezzi termini è il brano entrante, White throne, ansiogeno, fosco, teso, con rade battute che accelerano vieppiù affiancate da orpelli elettronici, fino a sfociare in un thrash dal refrain e dalle linee vocali totalmente fuori di senno!: coretti ed assoli guidano ad un sinistro fraseggio di randellate alle pelli e growl, la chiusa è da fine concerto del secolo... pazzi! E ormai il vaso di Pandora è stato aperto, di qui in poi nulla, a cominciare dal cantato di Martinez, in "Human Sacrifice" sarà più come prima! E tanto per non essere smentiti in cosa ci imbattiamo ora? Salvation, ovvero 17 secondi di forsennate grida (appunto, "Salvation"!) e massacranti isterie percussionistiche. In totale balia del delirio si presenta non certo in punta di piedi From the dead, anzi lo fa con rullate furibonde che "duettano" con chitarre altrettanto tali; lo speed sfugge ad ogni controllo e nel lungo vorticoso intreccio di assoli immagino i due nostri guitar heroes mentre si gettano a terra in pieno raptus artistico, quasi asfissiati nella propria adrenalina traboccata a gorghi... ma non è finita qui: d'improvviso piomba un solenne doom che accompagna alla fine... invece no! risorge la batteria con una mitragliata disumana. Ma il clou arriva ora, la strumentale Ascension, un inestricabile intreccio di legnate e bordate inaudite, di convulsioni ai drums con rari eguali, per non parlare dell'abbisso di insania generato delle note del chitarrista asceso (appunto) in totale stato di trance compositiva. Rimarrete a bocca aperta anche voi durante questi 5:25. Follia alla stato brado sono anche i 52 secondi di He is God, e le cose non migliorano di una tacca con Fill this place with blood, sentire Martinez per credere. In Beheaded gli assoli si rincorrono, la batteria trita ed asfalta, il sound è fulmineo ma monolitico, poi riff a seria magnitudo e assurdità vocali: siamo agli sgoccioli, scanditi da un passaggio doom e poi da disperate urla finali. Finalmente è finita.

Un album fantastico, esaltante, travolgente, che rasenta la perfezione del genere; con una certa difficoltà riuscirete a trovare di meglio tra le discografie di thrash band assai più conosciute ed idolatrate. Caduto nel dimenticatoio, meriterebbe quantomeno una citazione nelle attuali guide al genere e/o resoconti storico-cronologici. "Human Sacrifice" dunque, di certo una delle migliori release del ventennio di christian metal, semplicemente storia.

Vaake

VOTO

94

 

 Best view:  No Firefox!   Optimized:  FONT: Old-English ( —> download Old-English font <—); SCHERMO: 1280x1024   Credit:  Template by Vocinelweb.it