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VENGEANCE RISING
Human Sacrifice
 
VENGEANCE RISING
Destruction Comes
 
 

 

VENGEANCE RISING
Once Dead
thrash
1990 - Intense Records
(USA)
www.myspace.com/youwillbow

 

I turbolenti Vengeance Rising mostrano come seconda tappa del loro storico percorso "Once Dead", disco sotto certi aspetti migliore, sotto altri più carente, rispetto al primo capolavoro da loro rilasciato. La line-up è rimasta la stessa, e ciò si nota dal mantenimento dello stile con cui la band ripropone il proprio thrash puramente americano. Riff sparati e trainati a mille da una batteria sguaiata, continuo frullare di assoli chitarristici e ultratecnici, fantasia di songwriting e growl!; mescolate queste quattro caratteristiche e otterrete i Vengeance Rising, sicuramente una band rivoluzionaria per il thrash metal, che ha saputo proporre con violenza questo genere mescolandolo ad un growl che non veniva ancora usato quasi mai oltre al death metal.

L'introduzione psichedelica che sfocia in una velocissima rullata di batteria seguita da un riff grezzissimamente efficace si chiama Warfare e apre le danze dando prova di un Cd realizzato con enorme grinta e determinazione. I brani di questo disco mantengono tutti dei canoni musicali, ma non sono per niente ripetitivi: si attraversano tempi più lenti come in Frontal lobotomy, o in The wrath to come, pezzi con cambi di tempo lento-veloce tipo Out of the will o Into the abyss, e sfuriate alla Cut into pieces o alla Arise; anche se si mantiene un certo timbro stilistico il dinamismo e la varietà di idee musicali però non mancano. Conferma di ciò si trova anche in The whipping post, un brano molto curioso che attraversa tempi lenti, riff ultrapennati e cambi di tempo cadenzati da discreti giri di basso, rallentamenti e riprese melodiche (molto bello l'arpeggio di chitarra accompagnato dall'assolo nel mezzo alla canzone); il tutto collegato assai bene e interessante armonicamente. All'ascolto della ottava traccia molti storceranno un po' il naso, ci troviamo di fronte infatti a un remake di Space truckin (celebre brano degli storici Deep Purple) in versione thrash metal: gli amanti dei Deep Purple non metallari la riterranno un'eresia (soprattutto per la voce death che pare proprio l'ingrediente meno indicato per riproporre un pezzo del genere), ma chi sa capire la bellezza del thrash lo riterrà comunque un esperimento interessante.

Rispetto all'album precedente ci troviamo in definitiva davanti a un sound chitarristico un po' più secco (caratteristica che nell'album seguente aumenterà ancora) e a una produzione di leggermente più bassa qualità, ma resta il fatto che come composizione ci siamo, e lo stesso vale per le lyrics che continuano ad esprimere lodevolmente ed esplicitamente il cristianesimo radicale di questa band (Conversion is the point / where your total trust / is in Christ. / Jesus Christ, He is almighty, / The conquering Lion of Judah, / all powerful, the Holy one, / even his angel is stronger than Satan). Questo disco rimane tuttavia l'ultima opera soddisfacente di questa band, in quanto il seguente album lascerà a desiderare e ancor più tardi ci sarà la spiacevole vicenda legata all'abbandono e al rifiuto del cristianesimo da parte del singer Roger Martinez, notizia che meglio è spiegata nella recensione di "Destruction Comes"; restano quindi i primi due album di questa band a essere i più amati e consigliati dal pubblico.

Francesco Romeggini

VOTO

77

 

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