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VENI DOMINE
23:59
doom
2006 - MCM Music
(Svezia)
www.myspace.com/venidomine

 

A due anni di distanza da "IIII - The Album Of Labour" tornano a farsi sentire gli svedesi Veni Domine con il loro quinto full-length, "23:59", uscito per la tedesca MCM Music. Dopo ormai quasi vent'anni di attività la band scandinava, fondata nel 1987 a Sollentuna, ha decisamente raggiunto una maturità musicale non da poco, dimostrando di esser capace di  sfornare lavori ben al di sopra della media come "Material Sanctuary" del 1994. L'album che ci apprestiamo a recensire ora sembrerebbe tuttavia segnare una decisa svolta all'interno di quello che è stato fino ad ora il sound dei Veni Domine. Fin dall'inizio di questo "23:59" ci accorgiamo infatti di come i tratti progressivi che rendevano decisamente intricate le trame del quintetto svedese, siano stati quasi del tutto abbandonati in favore di un sound maggiormente melodico e per certi versi epico e solenne, tanto che, mai come ora, l'etichetta di doom metal sembra essere quantomeno riduttiva.

A dare ancor più tono a quanto detto sopra abbiamo un Fredrik Ohlsson la cui voce è maggiormente profonda del solito. Gli acuti che caratterizzavano i primi tre lavori del gruppo sono stati quasi del tutto abbandonati e il singer ci mostra ora il suo lato maggiormente espressivo. L'album nel suo complesso convince fin da subito, ma il cambio di stile si sente parecchio e credo saranno non in pochi a storcere il naso, ma non tanto perché chi parla non ami le melodie maggiormente melodiche a quelle intricate (anzi), quanto perché i fasti di "Material Sanctuary" sembrano essere lontani. Quello era un album davvero imperdibile per chiunque ami il genere. Il discorso da fare risulta dunque essere sempre lo stesso: stessimo parlando di un altra band, staremmo innalzando questo "23:59" a gran lavoro, ma poiché si tratta dei Veni Domine non posso far altro che registrare il piccolo passo indietro. Nulla da disperare però: da Electrical heaven passando per Valley of the visions, fino ad arrivare alla più orientaleggiante Living sequence, di episodi positivi in questo full-length non ce ne sono pochi, e chi ama i Veni Domine lo coglierà fin da subito.

I Veni Domine, come già espresso precedentemente, ci mostrano qui il loro animo maggiormente melodico, abbandonando quasi totalmente ogni aspetto di complicatezza musicale che li aveva caratterizzati finora. Tuttavia riescono a proporre ancora una volta un buon lavoro. Dunque, in conclusione, che dire ancora? Leggendo il voto che do vi sembrerà persino strana la piccola critica fatta, se però conoscete i Veni Domine di "Material Sanctuary" sapete certamente cosa intendo...

Christian Khouri

VOTO

80

 

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