|
Era il 1992 quando questa band svedese ci ha sorpresi con
un esordio a dir poco spettacolare, presentando al pubblico "Fall
Babylon Fall", un album dal sound prog/doom a tratti epico, come il
tema trattato, quello apocalittico, la caduta di Babilonia.
La
line-up in quel periodo era la seguente: vocals: Fredrik Ohlsson;
guitars: Torbjörn Weinesjö; bass: Magnus Thorman; keyboards: P-A
Danielsson; drums: Thomas Weinesjö.
La prima canzone, Face of the prosecutor, ci
porta già da subito, con le sole note dell’intro grazie al riff di
tastiere, in un’atmosfera doom. Poi Ohlsson inizia a cantare con grande
passione e ci fa sentire anche qualche acuto niente male. Il ritmo della
canzone è molto cadenzato e spesso veniamo anche in contatto con assoli
di tastiera inquietanti e, infine, un bel solo di chitarra molto lungo e
coinvolgente. Più lenta e complessa è King of the Jews,
introdotta dal suono di un temporale. Lo stile è dunque doom (a tratti
anche heavy), con le tipiche tastiere malinconiche, come i cori e il
bellissimo assolo nel finale.
In the day of the sentinel,
siamo giunti alla terza traccia: introduzione di chitarra acustica e
sottofondo con rintocchi di campane creano un'atmosfera cupa, per
arrivare alla prima strofa in cui fa da protagonista la voce di Ohlsson.
Il resto della canzone assume il loro solito tipico sound prog/doom.
Le
lyrics molto belle parlano del ritorno di Cristo: "He's the son - people
receive him / He's the son - people come near him / He came as a child
gentle as a dove / But in the end he will return as a lion".
Seguono poi Wisdom call, con un sound
addirittura quasi hard-rock, e Armageddon, ispirata dal
ventesimo capitolo dell’Apocalisse, una canzone dalla complessa
struttura compositiva e dal finale acustico.
"After these things I saw another angel coming down from
heaven, having great authority, and the heart was illuminated with His
glory". Con
queste parole tratte dal diciottesimo capitolo dell’ Apocalisse,
esordisce O great city, che ha come tema la caduta di
Babilonia. Le lyrics quindi sono molto fedeli ai passi biblici di
Apocalisse 18, e per quanto riguarda il sound questo rimane simile alle
precedenti canzoni, ma sono da evidenziare gli epici cori e l’assolo di
chitarra, a tratti distorto ed a tratti veloce.
Giungiamo quindi alla penultima traccia, The
chronicle of the seven seals, progressive allo stato puro, brano
molto complesso con un testo bellissimo, epico, basato sull’apertura dei
sette sigilli e soprattutto ben 21 minuti di musica! Questa canzone
meriterebbe una recensione a parte. Nella introduzione vengono letti
alcuni passi biblici che si riferiscono al primo capitolo
dell’Apocalisse, la splendente apparizione di Gesù a Giovanni,
nell’isola di Patmos. Quando Ohlsonn inizia a cantare, viene
accompagnato inizialmente da tastiere e chitarra semi-acustica, ma
appena finisce la prima strofa, la chitarra torna distorta e si rifanno
sotto le atmosfere doom. La prima parte delle lyrics è fedelmente basata
su Apocalisse 5, in cui si afferma che l’unico degno di aprire i sette
sigilli è l’Agnello. Un bridge di voce e tastiera ci introduce, come
tematiche, al sesto capitolo dell’Apocalisse, l’apertura effettiva dei
sette sigilli. Ci troviamo prima immersi in un sound epico dove l’ottima
interpretazione vocale del cantante trasmette alla perfezione la potenza
del messaggio delle lyrics. Poi vi è un continuo alternarsi di strutture
compositive: prima assoli di tastiera, poi accompagnamenti di chitarra
molto veloci, poi un vorticoso assolo di basso e nel finale largo uso di
keyboards… e tutti i sette sigilli sono stati aperti! L’ultimo brano,
Visions è una bonus track, che sa creare con un ritmo lento
e decadente una suggestiva atmosfera doom.
"Fall Babylon Fall" è sicuramente un ottimo
disco,
forse pecca un po' di ripetitività ma è di certo percettibile l’immenso
lavoro in studio della band. Le lyrics sono assolutamente perfette,
fedelissime alla Parola, in particolare al libro dell’Apocalisse. A dare
il tocco di qualità è soprattutto The chronicle of the seven seals,
e il mio giudizio è assolutamente positivo, e non può essere altrimenti.
Daniele Fuligno |