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VENIA
Genesis
 
VENIA
In Our Weakness
 
INTERVISTA
22/2/2007
 
 

 

VENIA
Victory By Surrender
power
2009 - Open Grave Records
(Finlandia)
www.myspace.com/veniaband

 

Arriva dalla brulla Finlandia una ventata di metal in Cristo, si chiamano Venia e hanno deciso di deliziarci col loro primo full-length, per rinfrescare la nostra estate, e anche la nostra memoria se ci eravamo scordati di come si fa power/epic metal con stralci di heavy e lievissimi accenni thrash.

Assolutamente epic e solennemente galvanizzante la intro (amanti delle atmosfere cavalleresche rispolverate il vecchio scudo!), si tratta di Towards a new dawn tutta da sentire e da godere, con un violino impeccabile - visto che la cantante è anche violinista - che apre la pista a una batteria con tempi rapidi, spalleggiata da una chitarra elettrica di tutto rispetto. Nonostante la seconda canzone si chiami Liberty i Venia continuano a tenerci inchiodati alle casse: introduzione con cavalcata di basso e batteria mentre la prima chitarra si esibisce in un suono pulito e power come pochi altri, velocità e senso di potenza la fanno da padrone, e qui nonostante manchi un po’ di operisticità e di mordente (che apprezzeremo più avanti) il clean femminile della cantante risulta un ottimo diversivo per il power sempre standardizzato sulla voce maschile aggressiva. Suora tie (e i cattolici non fraintendano), è la prima track del Cd in lingua madre; qui si apprezza ancora il clean della brava Veronica, mentre la strumentazione, dove ora anche la tastiera fa la sua parte, non cala mai di carica, pur abbassando di poco la velocità della combo ritmica; Broken chains recupera invece la velocità della prima track, dando nuova grinta senza mai annoiare o perdere la vena compositiva; inoltre un recitato, inframmezzato alla song, contribuisce a rendere ieratico e riflessivo il tutto. Forse strizzando l’occhiolino agli HB Ei mun tarvitse, la seconda track in lingua finlandese, si abbandona a ritmiche meno veloci ma più decise e calcate: un buon assolo da metà song crea il giusto stacco con un chorus che forse, alla lunga, complice anche la incomprensione di molti per il finlandese, potrebbe stancare. La batteria sembra prendere (si fa per dire) un attimo di riposo con Genesis; mentre subito si ritrovano all’inizio del brano atmosfere lievemente epic con rullate e chitarra da nota lunga, recuperando il mero power per cui vogliono essere riconosciuti, da tre quarti di song in poi.

Taivaassa, terza e ultima canzone in finlandese, è a buon titolo la più tranquilla dell’intero album, una bella ballad sulla fiducia che in paradiso nessuno si può annoiare e sulla speranza della grazia di Dio che è tutto in tutti e tutto per tutti. Eternal sanctuary è la instrumental che non manca mai in un album power melodic che sia degno di tale nome: dalla influenza classica come si intuisce dalla chitarra all’inizio immediato della song, andando col tempo solo a migliorare in performance e vitalità. La title track ovvero Victory by surrender, chiaro inquadramento del dono di sé e esempio del paradosso cristiano, è un power metal tendente verso lo speed in alcuni punti, dove a trainare sono sempre la coppia basso batteria e una chitarra elettrica che sembra non aver paura di sfidare se stessa. Molto ben riuscita. Sempre sul power anche la penultima e esplicitissima Blood of the lamb, chiara lode al sacrificio del figlio dell'Altissimo per la redenzione delle nostre anime. Stupisce invece la track con la quale i Venia vogliono dirci arrivederci: Sight of redemption, più tendente al folk con un inaspettato graffiato/growl che accompagna la voce in clean femminile, tuttavia nonostante il violino iniziale saltellante e pieno di argento vivo la ritmica rimane indiscutibilmente melodic power con influenze heavy nel basso; ne risulta un miscuglio molto ben omogeneo e tutto da provare!

Ci sono poche band agli esordi con così tanta voglia di fare e di creare, e con idee talmente chiare e limpide sul loro progetto. Si preghi perché gente del calibro dei Venia non rimanga nell’underground ma porti il seme della verità dove più ce n’è bisogno, ovviamente a suon di metallo. Una band che merita, certo si è sempre perfettibili, ma per capacità umane e di performance non ho remore a premiarli con un bel novanta, e che Dio li benedica!

Giovanni Paolo Spanu

VOTO

90

 

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