|
Sicuramente questo è un periodo florido per il white metal
siciliano: nel giro di pochi mesi tre grandi uscite di Metatrone,
Exultet e Violet Sun. Speriamo continui così! Ottimo
lavoro per Dario, Alessandra e Alex, che non mancano decisamente di
talento né di fantasia. La musica presentata è trasversale ai vari
generi: possiamo accettare la definizione di symphonic power metal, ma
ad esso si mescolano grandi influenze prog e accenni folk-epicheggianti
e parti preponderanti di pianoforte che danno un tocco gothic senza però
stancare. Ad arricchire questo mix troviamo poi numerosi musicisti e
coristi come ospiti. I Violet Sun ci offrono così un album
eterogeneo e complesso, decisamente originale e al contempo molto
maturo. I pezzi sono melodici e orecchiabili, senza essere mai scontati,
anzi! Sono la varietà compositiva e l'architettura ben studiata a
caratterizzare "Loneliness In Supremacy" e a farne un disco di
ottimo livello.
Il carattere dell'album è subito chiaro sin dalla prima
traccia, Dust in the wind. Le voci di Dario e Alessandra
si intrecciano senza creare contrasto, mescolandosi con molta armonia e
accompagnando il gioco di ritmica e melodia, che si alternano
costituendo un altro elemento particolare dell'album.
La presenza del
synth rende il sound ancora più ricercato, tuttavia non si insiste
troppo sui passaggi elettronici.
Cross the line ha un incipit epico, il
cantato dei due solisti diviene quasi lirico ed è supportato dal coro,
che conferisce al pezzo un'impronta operistica. A circa metà del pezzo,
però, veniamo catapultati dall'atmosfera epica a un intermezzo
strumentale AOR, che inizia come un "innocuo" bridge di chitarra e
prosegue con effetti elettronici accompagnata da un'atmosfera orientale,
che anticipa la ripresa power del ritornello. Ad essa seguono la
dolcissima Falling in love, la cui protagonista assoluta è
la voce femminile, e Break your chains, che è forse il
brano più tipicamente power di tutto l'album. In Synthetic
pleasure ritroviamo nuovamente tutti gli elementi portanti
dell'album. Anche qui è molto forte una certa impronta
etnico/arabeggiante da una parte e l'uso di tastiere ed effetti
dall'altra. Il brano è delizioso, e la sua posizione in coda all'album
non è sinonimo di un abbassamento dei toni. Personalmente, trovo sia il
brano che colpisce di più per bellezza e per stile. Come a chiudere il
cerchio, il cammeo strumentale Loneliness in supremacy
riprende il tema di Dust in the wind.
Tirando le somme,
possiamo dire che "Loneliness In Supremacy" condensa delle ottime
idee, eleganza negli arrangiamenti e un'esecuzione di alta qualità. Se
proprio volessimo trovargli un difetto, potrebbe essere la poca
immediatezza e la difficoltà di portare un lavoro del genere live,
mantenendone alto il tenore, ma chi può dirlo? Del resto, i Violet
Sun hanno sorpreso con "Loneliness In Supremacy" e di certo
possiamo soltanto aspettare di non essere delusi, qualunque strada
decidano di intraprendere adesso!
Sara Passannanti |