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VIOLET SUN
Loneliness In Supremacy
power
2010 - Melodic Rock Records
(Italia)
www.myspace.com/violetsunofficial

 

Sicuramente questo è un periodo florido per il white metal siciliano: nel giro di pochi mesi tre grandi uscite di Metatrone, Exultet e Violet Sun. Speriamo continui così! Ottimo lavoro per Dario, Alessandra e Alex, che non mancano decisamente di talento né di fantasia. La musica presentata è trasversale ai vari generi: possiamo accettare la definizione di symphonic power metal, ma ad esso si mescolano grandi influenze prog e accenni folk-epicheggianti e parti preponderanti di pianoforte che danno un tocco gothic senza però stancare. Ad arricchire questo mix troviamo poi numerosi musicisti e coristi come ospiti. I Violet Sun ci offrono così un album eterogeneo e complesso, decisamente originale e al contempo molto maturo. I pezzi sono melodici e orecchiabili, senza essere mai scontati, anzi! Sono la varietà compositiva e l'architettura ben studiata a caratterizzare "Loneliness In Supremacy" e a farne un disco di ottimo livello.

Il carattere dell'album è subito chiaro sin dalla prima traccia, Dust in the wind. Le voci di Dario e Alessandra si intrecciano senza creare contrasto, mescolandosi con molta armonia e accompagnando il gioco di ritmica e melodia, che si alternano costituendo un altro elemento particolare dell'album. La presenza del synth rende il sound ancora più ricercato, tuttavia non si insiste troppo sui passaggi elettronici. Cross the line ha un incipit epico, il cantato dei due solisti diviene quasi lirico ed è supportato dal coro, che conferisce al pezzo un'impronta operistica. A circa metà del pezzo, però, veniamo catapultati dall'atmosfera epica a un intermezzo strumentale AOR, che inizia come un "innocuo" bridge di chitarra e prosegue con effetti elettronici accompagnata da un'atmosfera orientale, che anticipa la ripresa power del ritornello. Ad essa seguono la dolcissima Falling in love, la cui protagonista assoluta è la voce femminile, e Break your chains, che è forse il brano più tipicamente power di tutto l'album. In Synthetic pleasure ritroviamo nuovamente tutti gli elementi portanti dell'album. Anche qui è molto forte una certa impronta etnico/arabeggiante da una parte e l'uso di tastiere ed effetti dall'altra. Il brano è delizioso, e la sua posizione in coda all'album non è sinonimo di un abbassamento dei toni. Personalmente, trovo sia il brano che colpisce di più per bellezza e per stile. Come a chiudere il cerchio, il cammeo strumentale Loneliness in supremacy riprende il tema di Dust in the wind.

Tirando le somme, possiamo dire che "Loneliness In Supremacy" condensa delle ottime idee, eleganza negli arrangiamenti e un'esecuzione di alta qualità. Se proprio volessimo trovargli un difetto, potrebbe essere la poca immediatezza e la difficoltà di portare un lavoro del genere live, mantenendone alto il tenore, ma chi può dirlo? Del resto, i Violet Sun hanno sorpreso con "Loneliness In Supremacy" e di certo possiamo soltanto aspettare di non essere delusi, qualunque strada decidano di intraprendere adesso!

Sara Passannanti

VOTO

85

 

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