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Con quest'ultimo "Maasta
Olet Tullut" i nostri "Very Important Person" giungono
alla sesta release, che aggiunge cose nuove
rispetto ai precedenti lavori per i quali il combo finlandese è
conosciuto e apprezzato. Personalmente non conosco gli altri cinque Cd,
ma è possibile notare in questo platter una buona dose di novità, con un
melodic metal piuttosto progressivo misto ad alcuni notevoli spruzzi
powereggianti che di certo non guastano.
Ad aprire le danze, con Tama malja,
è un leggero riff d'acustica, seguito poco dopo da rapidi fill di
batteria e armonie di chitarre ben costruite e coinvolgenti, grazie
anche all'accompagnamento delle melodie tastieristiche; il vocalist
tutto sommato si mantiene su livelli bassi, ma non disdegna di tirar
fuori anche acuti degni di nota; sul finale non manca neppure un assolo
speed metal. La successiva title-track (Maasta olet tullut)
sembra quasi una ballad: ritmo lento e malinconico, pulito e semplice,
con preponderanza d'acustica sulla elettrica; ma i 4:29 di durata della
song sono tanti, e i VIP non sono certo monotoni e ripetitivi:
dopo circa due minuti la ballad lenta e malinconica diventa piena
d'energia, con fill veloci e tecnici e assoli superveloci, per poi nel
finale chiudere nuovamente melodica sulle note di tastiera.
Lauluni è più immediata e improntata su sonorità decisamente
power, con chitarre che eseguono gradevoli stop and go nel riffing, e
fill di batteria veloci e martellanti; ciliegina sulla torta: breakdown
e growl!!!, una trovata a dir poco geniale e perdipiù perfettamente
inserita nello schema della song, per poi lasciar spazio subito dopo ad
assoli vorticosi ed altre prodezze tecniche. In Kunnes kuolema
erottaa il sound va a improntarsi su un melodic metal con voce
più rauca e grezza, salvo il refrain in cui il tono ritorna alto come
nelle precedenti; il riffing è piuttosto semplice e lineare, salvo
nell'intermezzo strumentale, ricco di complicati arpeggi e assoli.
E’ un riff hardcore/thrash ad aprire
Ota 3 maksa 2, che prosegue così per tutta la durata della
song, accompagnato da groove e fill; peccato che però il vocalist non
riesca a impostare una voce sufficientemente graffiata e grintosa per
reggere il comparto strumentale, risultando a tratti leggermente piatta.
Kirje
(nukuin pois) e Ojiasta
allikkoon sono abbastanza simili e seguono lo stesso schema di
alternanza tra sound leggeri, quasi da ballad, e stacchi aggressivi e
veloci. La seguente Lukkoon lyoty prende a piene mani
dallo speed power, distaccandosi un po' dallo stile delle precedenti,
una scelta stilistica che non dispiace, soprattutto per rendere
l'ascolto più vario e gradevole. Kaiken
laitoin varaasi è una breve e
semplice ballad (dura poco più di 2 minuti) composta esclusivamente da
voce e chitarra classica; chiude il platter Mustavalkoista,
7 minuti di metal melodico, nel complesso non male, ma pecca a tratti di
ripetitività.
In sostanza ciò che abbiamo tra le
mani è un lavoro di tutto rispetto, sia per gli amanti del genere che
per chi si avvicinasse per la prima volta a queste sonorità, un platter
che dimostra l'esperienza maturata con le precedenti release e che porta
una buona dose di innovazione e compostezza tecnica.
Francesco
Pellegrino |