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Se dovessi indicare un gruppo in grado di pubblicizzare a
dovere il white metal nel mondo, sicuramente proporrei i Virginia
Creeper, fautori di un industrial di impatto, diretto e dai testi
espliciti e che lasciano indubbiamente il segno già dal primo ascolto.
Le frasi chiave delle canzoni sono poste in primo piano negli
orecchiabili ritornelli, cosicché risulta impossibile togliersi dalla
mente per qualche ora, o per tutto il giorno, stupende parole di
incitamento a seguire la via della Salvezza, a "rinnegare se stessi" per
conoscere la vera essenza del nostro cammino sulla terra, insomma detto
in maniera concisa, parole che incitano ad incontrare Cristo. Tutto
questo servendosi non solo dei testi ma anche di un tipo di musicalità
che sicuramente non può passare inosservata. Ci troviamo infatti di
fronte ad un industrial ricco di sfumature,che però non creano mai
contrasti dissonanti. E' evidente che ogni singolo membro del gruppo non
solo è bravo tecnicamente ma si fonde perfettamente con gli altri nella
composizione di brani che hanno elementi stilistici anche molto diversi
tra loro, ma risultano sempre perfettamente omogenei. Nonostante le
varie influenze qui nessuno perde mai il controllo della situazione ed
un elemento di diversità all’interno di un brano può divenire
tranquillamente il punto di forza del brano stesso.
Ogni traccia nasconde una "bella sorpresa", uno o più
elementi che la rendono unica e accattivante, sembra davvero che sia
stato preso il meglio delle ultime tendenze dell’industrial e dei nuovi
filoni di metal per creare un progetto che di certo non può passare
inosservato. Per dare qualche esempio, nel brano Let the fire fall
troviamo ritmiche davvero pregnanti, che potremmo trovare in uno degli
ultimi gruppi metalcore in voga al momento; non posso evitare di dire
che non ho mai trovato un batterista cosi valido in un gruppo
industrial, dove è evidente siano altri gli elementi preponderanti. E
ancora, come non notare la linea di basso del brano A great day?:
dopo la performance batteristica del brano precedente veniamo
catapultati in un altro dove un basso alla Korn fa da padrone in
un pezzo che presenta tutto ciò di meglio che il nu metal può offrire
(potrete apprezzare o meno il nu metal, ma impossibile non ammettere che
in mezzo a tanti gruppi insignificanti ce ne siano tanti altri
validissimi, che sanno decisamente suonare, e che hanno inventato
qualcosa di valido). Ma vorrei sottolineare che le influenze dei
Virginia Creeper non si fermano certo al nu metal, infatti
nonostante il loro genere sia di stampo più che moderno, con la
componente elettronica sempre in primo piano e voce alla Marilyn
Manson, sono riusciti comunque ad inserire elementi facenti parte di
un metal più classico, più heavy, ovviamente in maniera lieve per non
cozzare con il resto. A tal proposito vi cito la traccia Mistaken,
dove la linea melodica della chitarra sembra provenire da tutt’altro
genere di metal, ma grazie all’intreccio tra i vari strumenti risulta
davvero coerente con il resto.
Per finire, permettetemi di parlare di una canzone che mi
ha davvero spiazzata: Blood stained, toccante ballata che
inizia con chitarra acustica e voce per poi sorprendermi ancora una
volta con un finale industrial ricco di effetti ma che non distoglie
dalla dolcezza che caratterizza la prima parte della canzone. Vi ho
ritrovato tutta la tenerezza di un’invocazione a Dio dopo un periodo di
vuoto, e la sincera commozione nel capire che Lui non solo ci sta
ascoltando davvero,ma che era li ad aspettare come un padre paziente che
ama alla follia i suoi figli. Esperienza questa che cambia per sempre,e
che come dice il testo non ci saremmo mai potuti immaginare neanche nei
nostri sogni più selvaggi. Ancora una volta la musica diventa potente
arma per le nostre preghiere e invocazioni, accorciando la distanza tra
umano e divino e costituendo un saldo ponte tra di essi. Sono convinta
che se i Virginia Creeper e gruppi come loro dovessero prendere
piede nella scena metal vedremo grossi cambiamenti e soprattutto
numerosissime conversioni!
Francesca Pezza |