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Visionaire, questo il nome del
gruppo creato da James Allin (che oggi ha cambiato monicker in
Ikarian) e di cui vi presento il secondo full-length "Within The
Arcanum Hall". Le undici tracce del disco esprimono a pieno
l’atmosfera sognante, crepuscolare e "visionaria" (ehi, in fin dei conti
il nome del gruppo è tutto un programma) che questa band trasmette
attraverso il proprio sound; intrecci di chitarre distorte, sonorità
elettroniche, voce suadente ma, al tempo stesso, sofferente ed
addolorata la fanno da padrone, creando un sound dal gusto eminentemente
gothic metal.
Un gothic metal che strizza l’occhio
ai teutonici Lacrimosa ma che, allo stesso tempo, se ne distingue
per l’uso del tutto peculiare della strumentazione elettronica. Le
partiture di synth e tastiere, infatti, non sono orientate verso la dark
wave più estrema, come nei brani dei colleghi svizzeri, ma verso
sonorità maggiormente morbide e psichedeliche, benché, in ogni caso, a
tratti innovative e sperimentali. Il risultato complessivo di questo
secondo album della band statunitense è decisamente positivo, benché non
del tutto convincente: la linea vocale è, a tratti, sporca ed imprecisa,
soprattutto nelle note più alte in cui si avvertono leggere stonature
(per tutte Deep worlds); la parte chitarristica è a volte
in ombra, rendendo i brani orfani di quella componente "aggressiva" che
caratterizza il gothic metal di alta scuola (per tutte The myriad
will culminate); lo stesso dicasi per la parte ritmica che in
alcune tracce addirittura scompare dietro l’eccessiva maestosità della
strumentazione elettronica.
Concludendo, un album gradevole,
forse non eccezionale, ma che comunque non delude. Un album
caratterizzato da un larghissimo utilizzo di tastiere e partiture
melodiche ma che, in brani come Conquest e
Fraqmented, sa anche mostrare le unghie. Un disco adatto agli
estimatori del gothic metal teutonico e, in particolare, a coloro che
non disegnano le atmosfere techno dark dei migliori Lacrimosa.
Luca Sileni |