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Con "Collective
Spirit" del 2010 i Visual Cliff tornano alla formula del
terzo album "Freedom Within", ovvero otto tracce di cui ben
cinque strumentali. Troviamo però pesanti cambiamenti di line-up: il
nuovo batterista Thomas Schuffert, nuovo bassista David Michael e nuovo
tastierista Mike Florio. Delle vecchie formazioni rimangono solo il
chitarrista fondatore Rob Perez e il singer Shane Lankford. In ogni caso
questi cambiamenti non hanno portato variazioni di sound, rimane ancora
quella miscela di prog rock e metal, con forti influenze jazz fusion
come si evince subito dalla prima Bone from marrow.
La prima delle tre
tracce con parte cantata è Exposed, caratterizzata da un
riffing hard rock che manca però di mordente. Purtroppo anche la prova
ai microfoni di Lankford non è delle più convincenti: risulta a mio
parere piatta e poco passionale. Delusi, ma consci delle capacità
tecniche della band, si passa all'ascolto della strumentale Sweet
conviction dove le tastiere (ma anche più in generale il resto
del sound) rimandano ad un capolavoro come "Images And Words" dei
Dream Theater, e sebbene non aggiungano niente di nuovo è una
traccia che si fa ascoltare con estrema piacevolezza. La seconda cantata
è Perspective con evidenti richiami AOR, ma soprattutto un
netto miglioramento ai microfoni di Lankford: una voce calda, intensa al
punto giusto per adattarsi in maniera pregevole al sound proposto. In
ogni caso il meglio lo raggiunge con Turning of the gears,
una malinconica ballad molto eighties dove la sua buona interpretazione
vocale valorizza il mood proposto dai musicisti. Il resto del
full-length sarà totalmente strumentale: si passa dal fusion, oserei
dire quasi psichedelico di Shema, alle rilassanti
atmosfere ambient di In my savior's arm, per poi
concludere il tutto con l'aggressività e la velocità di
Confessions in time, sicuramente la più coinvolgente di tutte le
strumentali.
Nonostante "Collective
Spirit" non stupisca e segua la scia dei precedenti lavori, rimane
comunque un buon album. L'unica nota stonata sono gli alti e bassi
riguardanti il cantato, compensati però alla grande dall'alto livello
tecnico di musicisti come il chitarrista Rob Perez, sempre di più il
perno fondamentale della band.
Daniele Fuligno |