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VIXIVI
Death Circus
 
 

 

VIXIVI
Sweet Kiss, And Far Away Dreams
avantgarde
2001 - Self
(Norvegia)
www.myspace.com/vixivifan

 

Zestigma, al secolo il norvegese Andreaz Hansen, ovvero l'unico demiurgo del progetto VIXIVI, unblack band volta a sperimentazioni azzardate in stile Arcturus, ma con in nuce un orizzonte ancor più vasto nelle proprie visioni compositive rispetto alla celeberrima band compatriota. Dall'anno della fondazione, 1998, a quello del tramonto, 2003, i VIXIVI han dato respiro a tre Demo e due full-length, tutti rigorosamente autoprodotti, l'ultimo dei quali ("Death Circus", lavoro eccellente) è lo splendido canto del cigno di una band da sempre sovraccarica di talento ma povera di mezzi per poterlo affinare ed esporlo a dovere. Il nostro Andreaz Hansen non ha tuttavia abbandonato la battaglia campale per la diffusione della Buona Novella attraverso il metal estremo, così, sciolta la sua milizia, è andato a rinserrare le fila dei quelle dei bravissimi Bleedience prima, e dei promettenti Inevitable End poi.

"Sweet Kiss, And Far Away Dreams", è un demo di oltre un'ora dalla produzione "da demo": sonoro assai dubbio e poca cura dei particolari in fase di esecuzione e mixaggio, ma musicalmente ricchissimo di spunti originali di ogni genere. Arcturus come evidente band paradigmatica dicevamo, ma anche non pochi Emperor e soprattutto Sanctifica di "Spirit Of Purity" tra le influenze precipue, il tutto all'interno di veri e propri trip sperimentali. Ben venti sono i brani, impossibile analizzarli tutti, vediamone quindi solo ciò che emerge di più significativo, a partire dall'opener Sorrow, in cui sinfonie oscure, effetti vocali ricchi di riverbero, atmosfere dark ambient, tappeto tastieristico con innesti paraflautistici, ci proiettano senza indugi in quello che sarà un lavoro buio e glaciale, pervaso dal dolore, solo di rado rischiarito da melodici e più tiepidi bagliori. Tuoni, causticità di black acido, urla straziate e tastiera lugubre: Skygge non si pone quindi su diverse coordinate stilistiche. Le sfuriate furibonde esordiscono con la terza You are, dove un claudicante growl balbetta angoscia e dove ultra sperimentali sono l'iniziale ascensione e la finale discesa di synth che indirizzano un martellamento convulso. Mera traccia in sound e soluzioni miste arctusussiane sarà For eving, tale e quale in ciò a Suffer ed, almeno in parte, alla bizzarra e furibonda Frozen spirit.

Le tracks di più evidente, quasi citante, matrice Emperor-Sanctifica emergono essere Take me, la quale si dimena tra il caotico ed il doom, Perfect version of man, dallo screaming abrasivo, la title-track Sweet kiss, and far away dreams, la diciassettesima Nar morket kommer e la penultima Come you spirits. Alcuni pezzi o fasi tastieristiche sono piuttosto elementari ed incerte, Haunt e Through the landscape of death, dall'agonizzante chiusa, ma anche la roboante This endless pain su tutti. Romantica e decandente sorprende essere Open your heart, pervase di dark ambient sintetico sono invece Creation, l'epilogo Recieve in cui appaio innaturali rintocchi di campana ed accenni gregoriani, e la sinfonica Renew me ove l'ambient più che dark è, al contrario, primaverile. Lavoro che apprezzeranno gli amanti della sperimentazione black e che in ciò non si fossilizzino sulla "forma" (tendenzialmente approssimativa), quanto invece sulla "sostanza" (da togliersi il cappello) di questo ondivago e profondamente aporistico Demo.

Vaake

VOTO

72

 

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