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Zestigma, al secolo il norvegese Andreaz Hansen,
ovvero l'unico demiurgo del progetto VIXIVI, unblack band volta a
sperimentazioni azzardate in stile Arcturus, ma con in nuce un
orizzonte ancor più vasto nelle proprie visioni compositive rispetto
alla celeberrima band compatriota. Dall'anno della fondazione, 1998, a
quello del tramonto, 2003, i VIXIVI han dato respiro a tre Demo e
due full-length, tutti rigorosamente autoprodotti, l'ultimo dei quali ("Death Circus", lavoro eccellente) è lo splendido canto del cigno
di una band da sempre sovraccarica di talento ma povera di mezzi per
poterlo affinare ed esporlo a dovere. Il nostro Andreaz Hansen non ha
tuttavia abbandonato la battaglia campale per la diffusione della Buona
Novella attraverso il metal estremo, così, sciolta la sua milizia, è
andato a rinserrare le fila dei quelle dei bravissimi Bleedience
prima, e dei promettenti Inevitable End poi.
"Sweet Kiss, And Far Away Dreams", è
un demo di
oltre un'ora dalla produzione "da demo": sonoro assai dubbio e poca
cura dei particolari in fase di esecuzione e mixaggio, ma
musicalmente ricchissimo di spunti originali di ogni genere.
Arcturus come evidente band paradigmatica dicevamo, ma anche non
pochi Emperor e soprattutto Sanctifica di "Spirit Of
Purity" tra le influenze precipue, il tutto all'interno di veri e
propri trip sperimentali. Ben venti sono i brani, impossibile
analizzarli tutti, vediamone quindi solo ciò che emerge di più significativo, a
partire dall'opener Sorrow, in cui sinfonie oscure,
effetti vocali ricchi di riverbero, atmosfere dark ambient, tappeto
tastieristico con innesti paraflautistici, ci proiettano senza indugi
in quello che sarà un lavoro buio e glaciale, pervaso dal dolore, solo
di rado rischiarito da melodici e più tiepidi bagliori. Tuoni,
causticità di black acido, urla straziate e tastiera lugubre:
Skygge non si pone quindi su diverse coordinate stilistiche. Le
sfuriate furibonde esordiscono con la terza You are, dove
un claudicante growl balbetta angoscia e dove ultra sperimentali sono
l'iniziale ascensione e la finale discesa di synth che indirizzano un
martellamento convulso. Mera traccia in sound e soluzioni miste
arctusussiane sarà For eving, tale e quale in ciò a
Suffer ed, almeno in parte, alla bizzarra e furibonda
Frozen spirit.
Le tracks di più evidente, quasi citante, matrice
Emperor-Sanctifica emergono essere Take me,
la quale si dimena tra il caotico ed il doom, Perfect version of
man, dallo screaming abrasivo, la title-track Sweet kiss,
and far away dreams, la diciassettesima Nar morket kommer
e la penultima Come you spirits. Alcuni pezzi o fasi
tastieristiche sono piuttosto elementari ed incerte, Haunt
e Through the landscape of death, dall'agonizzante chiusa,
ma anche la roboante This endless pain su tutti. Romantica
e decandente sorprende essere Open your heart, pervase di
dark ambient sintetico sono invece Creation, l'epilogo
Recieve in cui appaio innaturali rintocchi di campana ed
accenni gregoriani, e la sinfonica Renew me ove l'ambient
più che dark è, al contrario, primaverile. Lavoro che apprezzeranno gli amanti della
sperimentazione black e che in ciò non si fossilizzino sulla
"forma" (tendenzialmente approssimativa), quanto invece sulla "sostanza" (da togliersi il cappello)
di questo ondivago e profondamente aporistico Demo.
Vaake
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