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Ed eccoci
finalmente a fare i conti con la storia. Eh sì, perché quando si parla
dei Warlord stiamo parlando di una delle band più
influenti dell'heavy metal. Una band che nonostante i soli due album
pubblicati, ha lasciato un solco profondissimo in un genere che tuttora,
a 20 anni di distanza, deve ringraziare questi ragazzi californiani che
nell'ormai lontano 1983 entrarono sul mercato con questo "Deliver Us",
lavoro di straordinaria fattura, in cui melodicità ed epicità si fondono
in un mix sublime che rende questo loro primo Ep qualcosa di realmente
irripetibile.
Il Cd si apre
subito con Deliver us from evil (che mostra decisamente la
Fede dei nostri), ed è subito capolavoro. Dopo un arpeggio malinconico
la batteria inizia a scandire il tempo e un riff magistralmente epico e
malinconico ci apre la strada verso un album che ogni appassionato di
metal dovrebbe avere nella propria libreria musicale. Ed è proprio la
malinconia un elemento fondamentale della musica dei Warlord.
Malinconia che non ci abbandona neppure nella seconda traccia, la quale
si preannuncia subito molto dolce ascoltando la voce di
Jack Rucker, soprannominato Damien King, che
dimostra qui tutte le sue eccellenti doti canore. Il pezzo prosegue in
maniera ottima per tutta la sua durata, accompagnato in maniera sempre
impeccabile dalla chitarra di Bill Tsamis, capace di creare riff e
atmosfere uniche; come quella di Child of the damned,
altra canzone culto dei Warlord, addirittura ripresa come cover
nel lavoro più significativo degli svedesi Hammerfall, "Glory
To The Brave" (ricordiamo che Joacim Cans sarà il vocalist
dell'ultimo lavoro dei Warlord, del 2002). È questa una canzone
in cui possiamo cogliere a pieno la vena più aggressiva e tipicamente
heavy di questa band, che con questo suo primo lavoro scrive un pezzo di
storia importantissimo per questa musica. La canzone successiva,
Penny for a poor man, è un vero e proprio inno contro l'avarizia
che sempre più pervade il mondo moderno, strangolandolo. Si tratta di un
altra song di ottima fattura in cui le doti tecniche dei nostri si fanno
sentire più che mai. Così come in Lucifer's hammer,
destinata a diventare un cavallo di battaglia della band tanto da
essere riproposta nei successivi due lavori. Da segnalare in questo caso
il lavoro svolto dietro le pelli da Mark "Thunderchild" Zonder, che non
può far altro che conquistare chi ascolta grazie a un ritmo
azzeccatissimo e che prende dal primo ascolto.
In definitiva che
dire? Stiamo
parlando di un Ep senza punti deboli, che ti fa sognare dal primo
all'ultimo minuto senza che tu debba fare il minimo appunto se non
proprio il fatto che i minuti sono troppo pochi e che giunti alla fine
vorresti sentire ancora altre canzoni. Un lavoro che porterà alla
ribalta questa band, un lavoro che è un autentico capolavoro dell'epic
metal, un lavoro che non deve mancare a nessuno.
Christian Khouri
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