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WARLORD
...And The Cannons Of Destruction Have Begun
 
 

 

WARLORD
Deliver Us   (Ep)
epic
1983 - Metal Blade Records / 2003 - Sound & Vision
(USA)
www.myspace.com/warlordpowermetalband

 

Ed eccoci finalmente a fare i conti con la storia. Eh sì, perché quando si parla dei Warlord stiamo parlando di una delle band più influenti dell'heavy metal. Una band che nonostante i soli due album pubblicati, ha lasciato un solco profondissimo in un genere che tuttora, a 20 anni di distanza, deve ringraziare questi ragazzi californiani che nell'ormai lontano 1983 entrarono sul mercato con questo "Deliver Us", lavoro di straordinaria fattura, in cui melodicità ed epicità si fondono in un mix sublime che rende questo loro primo Ep qualcosa di realmente irripetibile.

Il Cd si apre subito con Deliver us from evil (che mostra decisamente la Fede dei nostri), ed è subito capolavoro. Dopo un arpeggio malinconico la batteria inizia a scandire il tempo e un riff magistralmente epico e malinconico ci apre la strada verso un album che ogni appassionato di metal dovrebbe avere nella propria libreria musicale. Ed è proprio la malinconia un elemento fondamentale della musica dei Warlord. Malinconia che non ci abbandona neppure nella seconda traccia, la quale si preannuncia subito molto dolce ascoltando la voce di Jack Rucker, soprannominato Damien King, che dimostra qui tutte le sue eccellenti doti canore. Il pezzo prosegue in maniera ottima per tutta la sua durata, accompagnato in maniera sempre impeccabile dalla chitarra di Bill Tsamis, capace di creare riff e atmosfere uniche; come quella di Child of the damned, altra canzone culto dei Warlord, addirittura ripresa come cover nel lavoro più significativo degli svedesi Hammerfall, "Glory To The Brave" (ricordiamo che Joacim Cans sarà il vocalist dell'ultimo lavoro dei Warlord, del 2002). È questa una canzone in cui possiamo cogliere a pieno la vena più aggressiva e tipicamente heavy di questa band, che con questo suo primo lavoro scrive un pezzo di storia importantissimo per questa musica. La canzone successiva, Penny for a poor man, è un vero e proprio inno contro l'avarizia che sempre più pervade il mondo moderno, strangolandolo. Si tratta di un altra song di ottima fattura in cui le doti tecniche dei nostri si fanno sentire più che mai. Così come in Lucifer's hammer, destinata a diventare un cavallo di battaglia della band tanto da essere riproposta nei successivi due lavori. Da segnalare in questo caso il lavoro svolto dietro le pelli da Mark "Thunderchild" Zonder, che non può far altro che conquistare chi ascolta grazie a un ritmo azzeccatissimo e che prende dal primo ascolto.

In definitiva che dire? Stiamo parlando di un Ep senza punti deboli, che ti fa sognare dal primo all'ultimo minuto senza che tu debba fare il minimo appunto se non proprio il fatto che i minuti sono troppo pochi e che giunti alla fine vorresti sentire ancora altre canzoni. Un lavoro che porterà alla ribalta questa band, un lavoro che è un autentico capolavoro dell'epic metal, un lavoro che non deve mancare a nessuno.

Christian Khouri

VOTO

90

 

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