Italian Christian Metal Website  -  Il sito italiano dedicato al Metallo Cristiano

Menu

 
 
Band Links
 
WHITECROSS
Whitecross
 
WHITECROSS
In The Kingdom

WHITECROSS
Unveiled
 
WHITECROSS
Nineteen Eighty Seven
 
INTERVISTA
06/5/2013
 
 

 

WHITECROSS
Triumphant Return
hard rock
1989 - Pure Metal Records
(USA)
www.lastfm.it/music/whitecross

 

Quello che ci apprestiamo ora a recensire è il terzo full-length degli americani Whitecross, band storica all'interno del panorama christian rock anni 80, formatasi nell'ormai lontano 1986 a Chicago per mano del chitarrista Rex Carroll e del vocalist Scott Wenzel. Nel corso della loro ormai ventennale carriera i Whitecross riuscirono a conquistare anche 3 Dove Awards - riconoscimento creato nel 1969 da parte della Gospel Music Association (GMA) - uno dei quali nel 1990 proprio per "Triumphant Return", il loro lavoro, almeno secondo chi scrive, di maggior caratura. Addentrandoci con attenzione all'interno del sound dei Whitecross, la prima cosa che notiamo, o quantomeno dovremmo notare se abbiamo una certa esperienza del genere, è come lo stile di questi quattro ragazzi dell'Illinois sia influenzato in maniera decisiva da band storiche come  Ratt e Whitesnake, tra i più grandi gruppi hard'n'heavy di tutti gli Eighties. Addirittura è talmente forte l'influenza della glam band di San Diego (Ratt) tanto da invitare molto spesso  a paragoni da parte di numerosi critici, soprattutto per quanto riguarda i primi lavori con Rex Carroll alla chitarra. Ha addirittura dell'incredibile la somiglianza vocale di Wenzel con il suo collega Stephen Pearcy.

Canzoni come Shakedown, Over the top e Heaven's calling tonight viaggiano appunto su uno stile, come dice il sottoscritto, tipicamente "losangelino" che ha fatto la fortuna di tutto quell'hard'n'heavy andato sviluppandosi proprio in quei meravigliosi (musicalmente) anni in California. Da segnalare in maniera particolare il lavoro alle sei corde da parte di Carroll: esemplare. E' questo il primo aggettivo che viene in mente per definire la prova del (all'epoca) "capelluto" chitarrista. All'intero della tracklist, composta complessivamente da 11 episodi, trova anche spazio una strumentale chitarristica di 1:30; si tratta della numero 7, la classicheggiante Flashpoint, in cui le doti di Rex Carroll vengono ancor più messe in mostra. In mezzo a canzoni puramente hard'n'heavy abbiamo inoltre la presenza di due ballate: la quinta Behold, che ci riconcilia con l'anima decisamente più melodica e malinconica del quartetto statunitense, e l'acustica Simple man, sicuramente l'episodio che maggiormente si discosta da tutto il resto dell'album. Ed è proprio da questa canzone che andiamo a citare una parte di testo che ben ci mostra la cristianità delle lyrics e la profonda fede del combo americano: "Cause I'm a simple man, and I love the Lord. / I know that He'll provide my needs. / Yes I'm a simple man, and I love the Lord. / His love is everything to me".

In definitiva possiamo dire di trovarci di fronte a un lavoro pregevole, il migliore della band (d'altronde non si vince un Dove Awards a caso) che consiglio sicuramente a tutti gli amanti del genere. Va detto però che in mezzo a tanta potenza e ottima tecnica compositiva è presente in maniera pesante l'influenza di altre band come proprio i Ratt, di cui parlavamo prima. E' proprio qui l'unica mancanza dei Whitecross: quel pizzico in più di originalità che avrebbe sicuramente portato quest'album a prendere un voto, almeno secondo il parere personale del sottoscritto, ancora migliore.

Christian Khouri

VOTO

83


 


 Best view:  No Firefox!   Optimized:  FONT: Old-English ( —> download Old-English font <—); SCHERMO: 1280x1024   Credit:  Template by Vocinelweb.it