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WINGDOM
Reality
prog
2005 - High & Loud Records
(Finlandia)
www.wingdom.org

 

Siamo all'album di esordio per questa band partorita dalla mente, dal talento e dalla passione di Mikko Harkin, ex tastierista dei Sonata Arctica in "Successor" e "Silence", del progetto Kotipelto (singer degli Stratovarius) e dei Random Eyes, che qui oltre al solito ottimo lavoro alle keys ha scritto tutte le musiche e la maggior parte delle lyrics le quali esprimono una cristianità sorprendentemente solida, viva e vissuta. Ma Mikko non è l'unico big del quintetto finlandese che può vantare anche la presenza di Alessandro Lotta, l'ex bassista dei Rhapsody da qualche tempo trasferitosi nella penisola nordica. "Reality" presenta un prog sperimentale e tastieristico, mai troppo veloce ed infarcito di preziosismi tecnici, però lo stesso compatto e ben eseguito; unica pecca a livello di produzione è probabilmente, in fase di mixaggio, l'aver rilegato le linee vocali del buon Sami Asp troppo in secondo piano. Per il resto i 57 minuti che costituiscono il lavoro scorrono via sempre piacevoli ed a tratti anche molto apprezzabili ed emozionanti. Tra i gruppi di riferimento si possono citare i Symphony X, anche se qui gli inserti sinfonici sono molto sporadici, ed i Sonata Arctica per alcuni mid-tempos e alcuni stili vocali che ricordano molto da vicino il grande Tony Kakko.

Bella è la seconda traccia Where do we go che dopo un inizio prog tastieristico e dai possenti riff si sviluppa in ritmiche più power-oriented dalle accattivanti melodie, per poi ridarsi, evolvendolo, al prog iniziale. Marionette e A sigh of despair in alcuni frangenti ricordano incredibilmente i mid-tempos che hanno reso celebri e amatissimi i connazionali Sonata Arctica, anche se poi vi troviamo stacchi tecnici, break più aggressivi e, in A sigh of despair, voce femminile ed un lungo ed elaborato solo nel finale. The essence vanta molti abbellimenti elettronici e calde melodie, mentre Everyday alterna fasi lente e soffuse a momenti più intensi arricchiti da inserti sinfonici ed un lungo assolo del bravo Jukka Ruotsalainen. Never stop mai riesce a decollare col suo heavy melodico e voce a tratti snaturata e lavorata dagli effetti elettronici. Heavy melodico tastieristico e sperimentale è presente anche nella seguente Tomorrow, la cui parte centrale è invece più tipicamente progressive. Lighthouse si divide tra un bel prog e grandi melodie catchy. Chiude una traccia superiore alla media dell'album, Lighthouse Pt2, intensa ed emozionante nel suo sviluppo e nell'assai appassionata interpretazione di Sami.

Talento in abbondanza ma il disco decolla solo a tratti; mi è sembrato decisamente buono ma non eccezionale come invece poteva essere. Se però siete cultori del progressive metal sperimentale è più che possibile possiate trovarlo davvero interessante.

Vaake

VOTO

83

 

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