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Siamo all'album di esordio per questa band partorita dalla mente, dal
talento e dalla passione di Mikko Harkin, ex tastierista dei
Sonata Arctica in "Successor" e "Silence", del progetto
Kotipelto (singer degli Stratovarius) e
dei Random Eyes, che qui oltre al solito ottimo lavoro alle keys
ha scritto tutte le
musiche e la maggior parte delle lyrics le quali esprimono una
cristianità sorprendentemente solida,
viva e vissuta. Ma Mikko non è l'unico big del quintetto finlandese
che può vantare anche la presenza di Alessandro Lotta, l'ex bassista
dei Rhapsody da qualche tempo trasferitosi nella penisola nordica.
"Reality" presenta un prog sperimentale e tastieristico,
mai troppo veloce ed infarcito di preziosismi tecnici, però lo
stesso compatto e ben eseguito; unica pecca a livello di produzione
è probabilmente, in fase di mixaggio, l'aver rilegato le linee vocali del buon Sami Asp troppo
in secondo piano. Per il resto i 57 minuti
che costituiscono il lavoro scorrono via sempre piacevoli ed a
tratti anche molto apprezzabili ed emozionanti. Tra i gruppi di
riferimento si possono citare i Symphony X, anche se qui gli inserti sinfonici
sono molto sporadici, ed i Sonata Arctica per alcuni
mid-tempos e alcuni stili vocali che ricordano molto da vicino il grande
Tony Kakko.
Bella è la seconda traccia Where do we go che dopo un inizio prog tastieristico e
dai possenti riff si sviluppa in ritmiche più power-oriented dalle
accattivanti
melodie, per poi ridarsi, evolvendolo, al prog iniziale.
Marionette e A sigh of despair in
alcuni frangenti ricordano incredibilmente i mid-tempos che hanno
reso celebri e amatissimi i connazionali Sonata Arctica, anche se poi vi troviamo stacchi
tecnici, break più aggressivi e, in A sigh of despair, voce femminile ed un lungo ed
elaborato solo nel finale. The essence vanta molti abbellimenti elettronici e
calde melodie, mentre Everyday alterna fasi lente e soffuse a momenti più
intensi arricchiti da inserti sinfonici ed un lungo assolo del bravo Jukka Ruotsalainen.
Never stop mai riesce a decollare col suo heavy melodico
e voce a tratti snaturata e lavorata dagli effetti elettronici.
Heavy melodico tastieristico e sperimentale è presente anche nella
seguente Tomorrow, la cui parte centrale è invece più tipicamente
progressive. Lighthouse si divide tra un bel prog e grandi melodie catchy.
Chiude una traccia superiore alla media dell'album, Lighthouse
Pt2, intensa ed
emozionante nel suo sviluppo e nell'assai appassionata interpretazione di Sami.
Talento in abbondanza ma il disco decolla solo a tratti; mi è
sembrato decisamente buono ma non eccezionale come invece poteva
essere. Se però siete cultori del progressive metal sperimentale è
più che possibile possiate
trovarlo davvero interessante.
Vaake |