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WINTER SOLSTICE
The Fall Of Rome
metalcore
2005 - Metal Blade Records
(USA)
www.myspace.com/wintersolstice

 

"The Fall Of Rome" è il primo full-length di questi ragazzi dalla Virginia, uscito dopo l'Ep "The Pulse Is Overatted", e appartenente a quella tendenza nata e cresciuta in America di unire hardcore e thrash (dando vita al metalcore), mischiandolo con melodie e stacchi da death scandinavo. Il disco, come si può capire dal titolo, è incentrato sulla caduta dell'Impero Romano, paragonato alla società moderna la quale, con estrema arroganza e quasi senza rendersene conto, finirà per crollare allo stesso modo. Un disco intenso, plasmato sugli standard richiesti dal genere, che procede senza mai annoiare durante tutti i 40 minuti della sua durata. La qualità del sound è buona, soprattutto grazie a stacchi e accelerazioni core, intermezzi di melodie death svedesi e ottima doppia cassa.

La prima traccia, Following Caligula, fa capire subito la grinta e il potenziale ritmico dei cinque ragazzi, a partire dal vocalist Tarpey, che continua a urlare senza sosta per tutta la durata della traccia. Calibrate the virus è più rozza e violenta della precedente, ma permette di sentire sempre la tecnica dei riff delle due chitarre perfettamente in armonia. Watcher si presenta come un'ottima song, una delle migliori del disco in quanto la più completa in tutte le sue parti: dal cantato ai fill di batteria, senza dimenticare i riff che vanno dai ritmi post-core a quelli più tipicamente death, con intermezzi e cambi di tempo tipicamente death. Questa è anche una delle pochissime track in cui, anche se solo per una manciata di secondi, c'è un accenno al clean-voice. Courtesy bow, Malice in wonderland e 55/23 hanno nella loro spina dorsale lo stesso stile death, arricchito poi da riff di accompagnamento che, seppur validi dal punto di vista tecnico, non bastano a distinguere bene pezzi che mantengono tutti lo stesso andazzo, con riff rapidi, intermezzi death, e ancora velocità. The hampton roads fourth annual parade of the blind si distacca leggermente dalle altre, e protende per riff death durante un tempo più lungo, arricchiti dalla doppia cassa e dall'energia del growl di Tarpey. To the mines, si allontana un po' dalle atmosfere death, per passare allo stile interamente metalcore, con una perfetta armonia dei riff e pesanti colpi di batteria. Chiude Aeroport, ottimo mix di fill e riff supersonici, ma ancora troppo simile alla linea delle altre tracks.

In conclusione, "The Fall Of Rome" è un buon disco ma, forse perchè la band non ha ancora molta esperienza, risulta troppo simile ai tanti che ci sono sul mercato oggi. Per questi ragazzi la strada è ancora lunga, tuttavia le basi ci sono, ma dovranno lavorare parecchio affinché in futuro potremo ancora sentir parlare dei Winter Solstice.

Francesco Pellegrino

VOTO

78

 

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