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I
Wintersoul sono la "next big thing" nell’extreme christian metal?
Forse č
troppo presto, ma questo loro primo Lp suggerisce sicuramente una
risposta affermativa…
Quanto proposto č un brutal black metal
impreziosito da death, industrial, voce lirica femminile "a lą gothic" e
persino hardcore punk! Soterion (per stare nell’unblack),
Marduk, Dark Funeral, Endstille fra le principali
influenze. Produzione scintillante, copertina spettacolare e tematiche
inerenti un’originale "Apocalisse Ghiacciata", completano il quadro.
Frostland č un’intro ventosa come
non mai. Si parte con l’assalto alla baionetta di Dawn of ice
hearts, aggiunto con growl e keys allucinate. Con Thorns
of winter si raggiungono nuovi record di folle velocitą, si tira
il fiato solo in brevi rallentamenti. Dark winter skies č
lenta e massiccia, con a tratti furiosissime accelerazioni; riecheggiano
i migliori Fear Factory. Poi si riparte con un’altra
dimostrazione di potenza, The awakening, con il drumming
impegnato in notevoli virtuosismi. Shades of terror č
un’altra ultrafast arricchita da campionamenti e voce narrante
femminile...apocalittica come poche altre. In Shadows of death
č ancora la singer ad intessere delicate linee melodiche mentre sotto
gli strumenti scatenano l’infer….l’armageddon. Fiacca invece č
Blood on ice č una canzone senza particolaritą che riprende
alcuni cliché precedenti. As the snow fall č un’outro in
forma di bella marche funčbre.
Ventata di aria fresca, anzi gelida, in un
panorama stantio di metal estremo. Certo una furia scatenata in forma di
musica come questa, ineluttabilmente piacerą a pochi...
Daniele E.
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