|
Christian Rivel. Ecco il nome che si cela dietro i
Wisdom Call, gruppo scandinavo nato nel 1999. E non poteva
essere altrimenti visto che il nostro onnipresente Rivel ha davvero
un peso notevole nell'intera scena heavy-power cristiana:
proprietario dell'omonima label nonchè mastermind dei Narnia,
Divinefire e Audiovision. Proprio nei confronti di questi
due ultimi, e successivi negli anni (entrambi escono infatti nel
2004), progetti, i Wisdom Call si posizionano però qualche
passo indietro: niente a che vedere con le bellissime orchestrazioni
e le melodie sinfoniche di "Glory Thy Name" ed "Hero"
o con i granitici riff e le incalzanti ritmiche di "The Calling".
Quello che offrono con questo omonimo debut è un puro e semplice
heavy condito da influenze neoclassiche e hard rock. Anche in questa occasione Rivel, voce nonché autore della
maggior parte delle musiche e delle lyrics, è affiancato da
musicisti di tutto rispetto: Andreas Olsson al basso (Narnia,
Harmony, Strormwind, Divinefire), Andreas Johansson
alla batteria (Narnia), Per Hallman (ex Stormwind)
alle tastiere e Stefan Olsson e Fredrik Aberg alle chitarre.
Il disco parte con un brano inaspettatamente power dai
ritmi velocissimi scanditi dalla doppia cassa, Power from the
sky. Non c’è che dire, buona ed accattivante melodia, ma
dall'amaro sapore di già sentito. Decisamente più heavy è The
lost generation, contraddistinta da un imponente e deciso
riff e da un bel guitar solo. I believe è invece un
brano martellante di purissimo heavy costruito su un cadenzato
refrain: "Cause I believe in God amighty / He is my King / the
Keeper of light". Note di synth introducono invece Never
satisfied, brano maggiormente movimentato in cui tornano a
riaffacciarsi influenze hard rock, che saranno di nuovo in primo
piano anche in One way out e 15 years.
Bello il cambio di ritmo impreziosito da un convincente assolo. Qui
Rivel, finora un po’ spento, sembra dare qualcosa in più in
termini di grinta e passione. Il quinto brano è invece la più che
riuscita cover di Wings of tomorrow degli Europe.
Atmosferiche voci femminili aprono Through fire altro
buon brano heavy dal catchy e marcato refrain. Brano interamente
costruito sul duo piano-voce è la dolcissima ed intensa Hold
on to the truth. A chiudere Time vigorosa e
ritmata traccia di ben 7:32 minuti, forse la migliore del lotto.
Alla fine di questi 50 minuti si ha un pò di amaro in
bocca. In definitiva un buon disco, suonato da ottimi musicisti,
dalle belle melodie…ma è tutto troppo prevedibile e non nuovo
alle nostre orecchie. Mancano, e si sente, quei brani da salto di
qualità, che entrano in circolo innalzandosi una spanna sopra gli
altri. Si tratta di un lavoro compatto che piacerà comunque
a tutti gli amanti dell'heavy e a chi non cerca per forza qualcosa
di nuovo ed originale.
Ilaria Ricci
|