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Com’è ormai ben noto, intestina all’underground EEE Recordings è
attivissima la Gud Er Sannhet Productions, frangia dedita ai soli
unblack project; sicuramente meno risaputo, tuttavia, è il fatto che
accanto ad essa vi sia un’altra ben distinta anima cristiana, la Celestial
Drone Recordings, la quale abbraccia white act impegnati in stili sperimentali
down-tempo e minimalisti, principalmente il dark ambient, il
drone, lo shoegaze. Christian band fautrici del drone finora non ne
conoscevo, lietissimo di aver potuto scoprire la prima nei With Fire,
side-project di
W.S.,
polistrumentista e già impegnato, oltre che nella label stessa, anche
negli unblackster Light Shall Prevail, Agathothodion, Glaciial e
nei secular Wrathful Plague. Chiariamo che il drone dei With Fire non è neppure
lontanamente estremo ed oscuro come quello degli Earth e, soprattutto,
dei maestri del genere, i Sunn O))): più che altro è una miscela di
ambient, inquieto più che dark, con episodi propriamente drone.
Registrato e rilasciato in 60 copie nel 2006 "Stepping Out Of Ruin",
debut assoluto,
è stato ora
rimasterizzato ed avvolto da una nuova veste grafica. Tutto strumentale,
come ogni disco drone che si rispetti ci si ritrova all'interno di un
viaggio onirico, tra intimisti e misticismi, angosce ed elevazioni
spirituali. Ne prendiamo coscienza fin dall'incedere perplesso di
Thrones
fatto di danze sintetiche su un'atmosferica distesa di keys,
con schiarite lungo un lento percorso scandito dalle percussioni ai
piatti intervallate da qualche rado fill. Più minimalista e nervosa,
sullo stesso stile ma meno interessante, è Lunar reflection,
interludio del disco che ci conduce alla prima drone-song, gli oltre
otto minuti di Passed by yet again, gran pezzo con distorsione
onnipresente ed ossessiva, giro oscuro e mood ieratico incensato da un
drumming di precisione amanuense. Minimalità thrillerosa e fluttuaggi
sintetici nell'etere plumbea, subentra poi il tappeto distorsivo, e così
Virtue remains è altra traccia drone. Di qui in poi inizia
il crollo compositivo del disco: Inability to cope with life
mischia un po' le carte ma non aggiunge nulla di nuovo, la breve Haunted
by the past si fa apprezzare per un bel riff, la lunghissima
Negative outlook replaced by divine intent (11:26) è un
ancora drone che non fa però altro che riassumere tutto quanto finora
udito.
Il superfluo ridondante è il grande limite di un
sound per molti versi ispirato e dal notevole sonoro. Aspettiamo quindi
con una certa curiosità quali saranno gli sviluppi di una band dalla
proposta di certo intrinsecamente affascinante.
Vaake
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