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Due anni dopo il loro
debutto nella Whirlwind Records, tornano i tedeschi World To Ashes
con "In Contemlation Of Death". Dall’Ep precedente, "Of What
There Is To Come" il gruppo sembra aver trovato un sound che
funziona: in primis è maggiormente pulito, perdendo quella sporcizia che
gli dava un aspetto garage e quasi math, mentre ora si presenta in modo
maggiormente raffinato, il che funziona benissimo con le sonorità
deathcore/swedecore dei nostri.
Già dalla opener Beyond the veil, il gruppo si presenta
con il suo sound spaccatutto. Pur essendo un genere musicale che
raramente ha da offrire qualcosa di nuovo, i nostri dimostrano ottime
capacità musicali, con ritmi frenetici, breakdown distruttivi, e soliste
di chitarra davvero ottime. Chiunque sia familiare con il debutto dei
nostri rimarrà positivamente sconvolto dalla differenza tra questo
lavoro e il precedente: ogni pezzo qui, pur avendo parecchie delle
stesse caratteristiche, nonché un sound molto uniforme, presenta
all’ascoltatore sottili differenze, che a volte appaiono solo dopo vari
ascolti. A volte però il tutto si fa troppo uniforme, ad esempio
Vanity somiglia troppo a Riven, e ad un paio di
altri episodi. Al di là di questo difetto "In Contemplation Of Death"
è un lavoro deathcore davvero buono, sicuramente migliore del precedente
Cd: alcune tracks da citare sono la già nominata opener Beyond the
veil, The killer hypocrites e Yesterday is
burning black, che divide ottimamente l’album in due, essendo un
interlude strumentale di poco più di due minuti che rallenta un po’
l’andatura del platter, concedendo all’ascoltatore un attimo di riposo.
Con questo primo full-length i World To Ashes dimostrano di
sapercela fare in campo deathcore, i brani sono ben realizzati e
arrangiati, la qualità di produzione è a dir poco ottima, e anche i
testi sono davvero buoni. Come ho già detto però l’album soffre
leggermente in quanto le song non si distinguono facilmente le une dalle
altre, ma onestamente se si cerca originalità nella musica metal è
impossibile trovarla nel deathcore: la "missione" del deathcore è di
provocare un torcicollo all’ascoltatore a furia di headbang, e in questo
sono riusciti perfettamente. Là dove i nostri mancano in originalità,
abbondano in furia ed energia!
Christopher Warman
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