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La bellissima copertina di Dorè, artista così tanto caro a
molti gruppi metal, in maniera particolare a quelli appartenenti alla
corrente cristiana, marca il debutto dei teutonici Word To Ashes
con questo apprezzabile Ep swedecore, "Of What There Is To Come".
Il lavoro, edito dalla prolifica Whirlwind Records, consta di cinque
brani. La scena rappresentata nella cover descrive la disobbedienza
dell’uomo tentato da Satana che, ribellandosi a Dio e scacciato dal
Cielo, inizia ad adunare intorno a sé legioni e legioni di altri angeli
ribelli, portando con sé “un terzo delle stelle del cielo”.
Nonostante questo i World To Ashes ci ricordano già
dal primo brano, Crown of victory, Colui che è destinato a
portare la corona della vittoria, Gesù Cristo: "I come to you from the
battle and bring the crown of victory (…)
I
knock at your door to live with you eternally / I knock at your door
cause I gave all for you / Glory and victory belong to the lamb”.
Il brano, dopo un
pomposo intro di pochi secondi, esplode in tutta la sua potenza passando
ad uno swedecore in tempi medio alti, breakdown e trame chitarristiche
swedish. Ritmiche ancora più veloci e sparate si riscontrano in
From dust into haze: un lento riff preparatorio fa da interludio
all’irruzione swedecore a metronomo più alto con solite trame melodiche
e un’alternanza growl/scream di discreto livello.
Il
brano ha dei risvolti malinconici (Where I can rest and be filled with
new hope / where can I climb into the lifeboat / please speak a word to
get me out!) per poi tornare su ritmiche decise e serrate (I want your
silence deep inside / I want the warmth of your light).
Sullo stesso tipo di swedecore dei precedenti brani
Path of uncertainty e l’ottima Killing ourselves,
con una doppia cassa sparatissima e con alternanza scream/clean vocals
nel refrain, il cui malinconico arpeggio finale ci conduce al brano
successivo, Into your presence, pezzo strumentale sul
quale si innesta un bel riff atmosferico e sognante. Si ritorna su ritmi
sostenuti con la rude ed aspra My hope in your slander, su
cui emerge di tanto in tanto una venatura epica.
Nella nostra folle corsa ad uccidere se stessi e l’un
l’altro, affogando nell’avarizia, nell’ingordigia, nell’indifferenza,
nell’odio e nell’egoismo il messaggio dei nostri è chiaro: "The only way
to get out: hope in God and his new world". Il disco è ben suonato, ci
sono degli spunti interessanti, anche se non aggiunge niente di nuovo al
vasto panorama swedecore. Le premesse sono più che sufficienti,
attendiamo ora di ascoltarli meglio al loro debutto con un full-length,
"In Contemplation Of Death".
Ilaria Ricci |