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WORLD TO ASHES
In Contemplation Of Death
 
 

 

WORLD TO ASHES
Of What There Is To Come   (Ep)
swedecore
2007 - Whirlwind Records
(Germania)
www.myspace.com/worldtoashes

 

La bellissima copertina di Dorè, artista così tanto caro a molti gruppi metal, in maniera particolare a quelli appartenenti alla corrente cristiana, marca il debutto dei teutonici Word To Ashes con questo apprezzabile Ep swedecore, "Of What There Is To Come". Il lavoro, edito dalla prolifica Whirlwind Records, consta di cinque brani. La scena rappresentata nella cover descrive la disobbedienza dell’uomo tentato da Satana che, ribellandosi a Dio e scacciato dal Cielo, inizia ad adunare intorno a sé legioni e legioni di altri angeli ribelli, portando con sé “un terzo delle stelle del cielo”.

Nonostante questo i World To Ashes ci ricordano già dal primo brano, Crown of victory, Colui che è destinato a portare la corona della vittoria, Gesù Cristo: "I come to you from the battle and bring the crown of victory (…) I knock at your door to live with you eternally / I knock at your door cause I gave all for you / Glory and victory belong to the lamb”. Il brano, dopo un pomposo intro di pochi secondi, esplode in tutta la sua potenza passando ad uno swedecore in tempi medio alti, breakdown e trame chitarristiche swedish. Ritmiche ancora più veloci e sparate si riscontrano in From dust into haze: un lento riff preparatorio fa da interludio all’irruzione swedecore a metronomo più alto con solite trame melodiche e un’alternanza growl/scream di discreto livello. Il brano ha dei risvolti malinconici (Where I can rest and be filled with new hope / where can I climb into the lifeboat / please speak a word to get me out!) per poi tornare su ritmiche decise e serrate (I want your silence deep inside / I want the warmth of your light). Sullo stesso tipo di swedecore dei precedenti brani Path of uncertainty e l’ottima Killing ourselves, con una doppia cassa sparatissima e con alternanza scream/clean vocals nel refrain, il cui  malinconico arpeggio finale ci conduce al brano successivo, Into your presence, pezzo strumentale sul quale si innesta un bel riff atmosferico e sognante. Si ritorna su ritmi sostenuti con la rude ed aspra My hope in your slander, su cui emerge di tanto in tanto una venatura epica.

Nella nostra folle corsa ad uccidere se stessi e l’un l’altro, affogando nell’avarizia, nell’ingordigia, nell’indifferenza, nell’odio e nell’egoismo il messaggio dei nostri è chiaro: "The only way to get out: hope in God and his new world". Il disco è ben suonato, ci sono degli spunti interessanti, anche se non aggiunge niente di nuovo al vasto panorama swedecore. Le premesse sono più che sufficienti, attendiamo ora di ascoltarli meglio al loro debutto con un full-length, "In Contemplation Of Death"

Ilaria Ricci

VOTO

70

 

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